Frasi e aforismi sui profughi e i migranti

Frasi e aforismi sui profughi e i migranti, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulla guerra, Frasi e aforismi sull’altruismo e il volontariato, Frasi e aforismi sull’aiuto e l’aiutare, Frasi e aforismi contro il razzismo e Frasi e aforismi sulla consolazione e il conforto.

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Frasi e aforismi sui profughi e i migranti

Guardo i profughi.
Sono lì. Spossati dalla fatica, vinti, silenziosi, lo sguardo impaurito di chi sa come vanno le cose ma non si aspetta di trovare l’inferno. Quando camminano ognuno dei loro passi ci racconta mille storie di dolore, ognuno dei loro gesti è pieno di rinunce e sogni smarriti.
(Fabrizio Caramagna)

Un giorno i quotidiani mostrarono la foto di un bambino profugo morto in riva al mare.
Un bambino che muore è Dio che prende il nostro cuore e lo dà in pasto alle bestie, che ruba le nostre certezze e le butta dentro un gorgo vuoto e nero.
(Fabrizio Caramagna)

Quando in certe parti del mondo vedo lo sguardo triste di migliaia di bambini,
sento il dolore di tutte le scapole a cui sono state tolte delle ali.
(Fabrizio Caramagna)

Il profugo. Frammentato. Sfigurato. Alienato. Respinto. Allontanato. Emarginato. Spossato. Vinto.
Ma poi finalmente accolto.
(Fabrizio Caramagna)

Non riusciamo più a toccare la realtà e a provare empatia. Il pianto inconsolabile dei migranti ha attraversato mari e deserti per naufragare sul monitor freddo del nostro smartphone.
(Fabrizio Caramagna)

Pensare a un profugo
significa avere il coraggio di chiedere a noi stessi da dove veniamo
e dove andiamo,
il coraggio di vivere il dubbio
e di sperimentare il dolore,
il coraggio di confrontarsi con chi è diverso
e saperlo accettare.
Per questo molti preferiscono far finta di niente.
(Fabrizio Caramagna)

Forse siamo tutti migranti
che passano da una casa all’altra.
Prima passiamo dalla pancia della madre
all’infanzia,
poi dall’infanzia alla maturità
e poi dalla maturità alla vecchiaia,
sempre in cerca di qualcosa
che non troviamo.
A un certo punto
ci capita addirittura di abbandondare la vita,
è il viaggio più lungo,
diretti verso un luogo
e una nazione che non sappiamo.
(Fabrizio Caramagna)

Guardo quel bambino che migra e fugge dal suo paese e lo sento così simile a me.
Anche lui alza la testa alle nuvole quando spera,
anche lui l’abbassa in terra quando è triste,
anche lui si comprime il cranio tra due piccoli pugni di pietra
quando non capisce.
Anche lui guarda i fiori della primavera in estasi e sorride.
Perché non dovrei accoglierlo?
(Fabrizio Caramagna)

Il bambino profugo ha 6 anni.
Scappare, scappare dal suo paese
è stato il suo grande lavoro in questa vita,
la sua prima preoccupazione.
Oggi che sul capo ha un tetto
e i suoi genitori sono di nuovo con lui,
la felicità ritorna nelle sue vene
e le sue dita tremano
come se toccassero un cielo mai visto.
(Fabrizio Caramagna)

Nel 2050 ci saranno 10 miliardi di persone nel mondo. La temperatura aumenterà di almeno 1-2 gradi. Alcune parti del pianeta non saranno più abitabili. Non ci saranno più risorse per tutti. Già adesso, siamo 7 miliardi e le risorse non bastano più. Ci saranno migrazioni e spostamenti colossali. Intere aree verranno abbandonate. E non c’è un solo leader politico nel mondo che dica qualcosa su questi temi. Come se il futuro non ci riguardasse, come se il destino delle generazioni future non fosse cosa nostra.
E’ come buttare un mozzicone in un bosco e lasciare che bruci, pensando che quel bosco non ci appartiene.
(Fabrizio Caramagna)

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