Frasi e aforismi sul consumismo

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Frasi e aforismi sul consumismo

E’ un tempo dove si consuma tutto rapidamente, come dominasse una voracità che distrugge.
Si consumano non solo oggetti, ma anche idee. Quanto dura un pensiero su internet? Neanche una giornata.
E i sentimenti? Basta un clic e si rescinde un legame che durava anni. Con un semplice “blocca utente”.
(Fabrizio Caramagna)

Per comprare meglio le sue anime, il diavolo inventò la civiltà dei consumi.
(Fabrizio Caramagna)

E così, per uscire dalla crisi, inventarono l’uomo con quattro braccia, era ancora più stupido del precedente ma acquistava il doppio di un consumatore normale.
(Fabrizio Caramagna)

Il consumismo è basato sulla libertà.
La libertà di acquistare ciò di cui non hai bisogno.
(Fabrizio Caramagna)

La pubblicità è una macchina adibita alla persuasione. Ognuno di noi è accompagnato da centinaia di messaggi che, giornalmente, inducono a suscitare in noi bisogni che non abbiamo per comprare anche quello che non ci serve. Spendo, dunque sono.
(Fabrizio Caramagna)

Il consumatore nega di essere persuaso a desiderare gli oggetti che consuma. Si sente padrone della sua volontà. Ma è proprio di questo che lo hanno persuaso.
(Fabrizio Caramagna)

“Vieni, ho un piano di ammortamento tutto per te”, mi sussurra il consumismo
(Fabrizio Caramagna)

Più si rispetta il profitto, meno si rispetta il consumatore.
(Fabrizio Caramagna)

Il consumatore viene portato in paradiso dalle pause pubblicitarie, dagli slogan perfetti, dalle voci di scena che gli sussurrano parole suadenti, e offrono alla sua estasi il prodotto divino.
(Fabrizio Caramagna)

Il consumismo è come un fanatico religioso: vuole convertire gli introversi all’estroversione.
(Fabrizio Caramagna)

Il consumismo altro non è che la metamorfosi del superfluo in necessario.
(Fabrizio Caramagna)

Il consumismo deve vendere la sua merce, facendo in modo che non sembri marcia.
(Fabrizio Caramagna)

Nell’epoca del consumo di massa, la novità è il vero valore di un prodotto.
(Fabrizio Caramagna)

La pubblicità: “Non ho nulla contro il tuo ego caro, consumatore, solo vorrei che fosse anche un po’ mio, giusto il tempo di venderti questo prodotto…”
(Fabrizio Caramagna)

Rinunciare, ecco il verbo che la pubblicità non vorrebbe mai sentire.
(Fabrizio Caramagna)

La rinuncia è uno dei peccati capitali del consumismo.
(Fabrizio Caramagna)

In questa epoca è sempre più breve il lieto fine. Va consumato in fretta, altrimenti deperisce. Già incalzano nuove storie, nuove tragedie.
(Fabrizio Caramagna)

Se qualcuno dispone oltremisura del superfluo e tanti invece arrancano e non ce la fanno a star dietro al necessario, allora questa società, oltre ad essere del tutto ingiusta, è gravemente malata.
(Fabrizio Caramagna)

Bisogna passare dal “Ho, dunque sono” della società dei consumi al “Io sono, dunque ho” della società di produzione dell’umano.
(Fabrizio Caramagna)

Il trucco consiste nel non consumare del tutto ciò che ci ha reso felici.
(Fabrizio Caramagna)

In tempi di consumismo eccessivo, il piacere di rimettersi una vecchia camicia, di riascoltare un vecchio disco, di scrivere una lettera a un vecchio amico.
(Fabrizio Caramagna)

Le promesse vuote, la mancanza di impegno, le affinità solo temporanee, il consumare in fretta.
Non ho più tempo né voglia per questo tipo di vuoto.
(Fabrizio Caramagna)

Nulla di male nel ridurre i libri a oggetti di consumo e metterli, al pari della compiuta merce, sul banco della compravendita. Sarebbe del tutto in linea con l’imperiosa legge di mercato.
Solo, non chiamateli libri ma dategli un nome più affine a quello delle mozzarelle e dei salumi.
(Fabrizio Caramagna)

Un pensiero che nasce in un bosco è diverso da un pensiero che nasce in città
Se le aziende fossero state fondate in un bosco, il capitalismo sarebbe diverso.
Non ci sarebbero smartphone e automobili in giro, ma oggetti e consumi diversi.
(Fabrizio Caramagna)

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