Frasi e aforismi sul secolo

Frasi e aforismi sul secolo, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sul tempo, Frasi e aforismi sull’eternità, Frasi e aforismi sulle stagioni, Frasi e aforismi sulla settimana e Frasi e aforismi sulla storia.

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Frasi e aforismi sul secolo

Ti sfiora passando per strada e tu pensi di averla già conosciuta, forse sei stato un fiore nella sua mano, qualche secolo fa.
(Fabrizio Caramagna)

Non chiedermi che giorno della settimana è.
Io non so neanche in che secolo siamo quando ci abbracciamo.
(Fabrizio Caramagna)

Io sono quello che cambia secolo da un giorno all’altro, che rincorre il bianconiglio in un prato, che sceglie con cura le parole sfavillanti per colorare l’invisibile.
(Fabrizio Caramagna)

Come fanno a sopravvivere coloro che hanno sempre la stessa età.
E soprattutto coloro che vivono sempre nello stesso secolo?
(Fabrizio Caramagna)

Mettiti un fiore nei capelli, una poesia sulle labbra, una gonna di crinoline e andiamo a vedere di che colore sono i tramonti nel diciottesimo secolo.
(Fabrizio Caramagna)

Presto, dammi qualche parola dei poeti francesi del diciottesimo secolo o non saprò come dirtelo.
(Fabrizio Caramagna)

L’appuntamento è sempre lì sotto il vecchio noce.
Questa volta non sbagliare secolo.
(Fabrizio Caramagna)

Ho un ricordo di te di miliardi di anni fa. Guardavamo il big bang e la nascita del tempo e dell’universo, ed eravamo felici. Sapevamo che in quel caos di galassie e materia e anni luce, anche a distanza di secoli, ci saremmo ritrovati.
(Fabrizio Caramagna)

Ho solo sbagliato strada, una decina di incroci e almeno due secoli.
Per il resto tutto bene.
(Fabrizio Caramagna)

Sono secoli che ti corro dietro, è dal medioevo che sto bruciando fiato ed energia.
Ti fermi un attimo?
(Fabrizio Caramagna)

Il tuo corpo è un libro di cui ricordo di aver letto ogni pagina in un’altra vita. Qui, fra la tua schiena e le tua spalle, ci sono delle righe che ho sottolineato con una matita invisibile tanti secoli fa. Fammele rileggere ancora una volta.
(Fabrizio Caramagna)

Giorni in cui la vita sembra lentissima mentre l’anima, passando da un libro all’altro, ha già visitato 3 secoli e parlato con decine di personaggi
(Fabrizio Caramagna)

Sì, d’accordo, è stata una bella giornata, ma nel 1830 però mi divertivo di più.
(Fabrizio Caramagna)

Uno di quei giorni in cui non ti senti molto addosso il tuo secolo. E non c’è nessuna macchina del tempo per portarti nell’ottocento vittoriano o nella Roma imperiale.
(Fabrizio Caramagna)

“Vuoi scegliere il posto vicino al finestrino o lato passeggeri?” ma che domande fa la compagnia di treni! Io voglio un superbo finestrino con vista su una campagna inglese del settecento.
(Fabrizio Caramagna)

Sei la stella nata in una galassia non sua.
Sei la data che appartiene a un secolo sbagliato.
(Fabrizio Caramagna)

Probabilmente di tutti i nostri sentimenti, l’unico che non è veramente nostro è la nostalgia. La nostalgia ha a che fare con le vite precedenti, con tutti quei secoli passati che non ci appartengono più.
(Fabrizio Caramagna)

Troppe cose già dette, troppe cose già respirate.
Vieni con me. Ti porto dove i secoli cadono dentro l’eternità, dove il cielo si spezza in due e la luce del sole diventa una canzone.
(Fabrizio Caramagna)

Mi basta essere tra le cose di cui intendi prenderti cura per un altro centinaio di secoli.
Al resto posso anche rinunciare.
(Fabrizio Caramagna)

Questo marzo 2020 non è stato un mese, è stato un anno, è stato un secolo. E’ stata un’epoca.
(Fabrizio Caramagna)

Una meraviglia questo monumento.
Ancora intatto, dopo secoli.
Ancora fermo nell’attimo perfetto.
Ancora pieno di “vieni a vedere tutta la storia di cui sono fatto”.
(Fabrizio Caramagna)

Le piazze più belle profumano di secoli, di pace, di infinito.
(Fabrizio Caramagna)

L’ulivo è anche la sua durata. Il suo tronco è fatto dei medesimi movimenti naturali dei secoli lontani.
(Fabrizio Caramagna)

Nei pomeriggi al mare la vita si è liberata dal tempo. Non ci sono più giorni, ore, anni, secoli. E’ un vivere senza più tempo e memoria.
(Fabrizio Caramagna)

Ama il tuo prossimo come te stesso. Forse intendeva quello nel secolo prossimo al mio, perché amare i miei contemporanei è così difficile.
(Fabrizio Caramagna)

I fanatici hanno la vista lunga e la vita corta. Il secolo di Hitler è durato solo 13 anni.
(Fabrizio Caramagna)

Gli uomini, cambiando nei secoli le divinità, non sono mai riusciti a cambiare Dio.
(Fabrizio Caramagna)

Per ogni secolo della storia dovrebbe esserci un museo della speranze infrante e delle utopie distrutte.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni secolo è un ponte, ma ci sono dei ponti su cui viene costruita una civiltà e dei ponti dove non bisogna far altro che passare, perché sono più fragili di un filo di paglia.
(Fabrizio Caramagna)

Il Novecento è un secolo lungo: e per quanto riguarda le guerre, i lager e la violenza è ancora qui.
(Fabrizio Caramagna)

Per essere contemporanei non basta essere figli del proprio secolo. Bisogna cercare di capire almeno un altro secolo: quello che è davanti a noi.
(Fabrizio Caramagna)

Se fra un secolo la posterità si ricordasse di me, cosa me ne verrebbe? Magari la mia anima si sarà già reincarnata in una libellula.
(Fabrizio Caramagna)

Genio: chi capisce quello che il secolo non ha capito.
(Fabrizio Caramagna)

Da secoli la lettera O e lo zero si accusano reciprocamente di plagio.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni volta la morte prende il destino per le orecchie e gli ripete: “Te l’ho detto che sarebbe finita così. Sono secoli che non mi ascolti, stupido sognatore”.
(Fabrizio Caramagna)

Anche se ci prova da secoli, il pendolo non è ancora riuscito a ipnotizzare il tempo.
(Fabrizio Caramagna)

Nessuno lo sa cosa ha fatto Dio prima della creazione del mondo. Se ha creato questo povero mondo in soli sei giorni, immagina che capolavori deve aver fatto prima, con così tanto secoli a sua disposizione.
(Fabrizio Caramagna)

È bello ascoltare i canti degli alberi. Le sue melodie sono state imparate secoli fa e vengono ripetute quotidianamente con la stessa allegria.
(Fabrizio Caramagna)

Per fare una creatura, la natura ne fa un mucchio. La natura sbaglia tantissimo. I pezzi sbagliati – come i dinosauri, gli squali megalodonti, gli artropodi giganti – li butta nella spazzatura. Ma quelli che restano dopo secoli, sono animali splendidi come il leone, il cobra, la farfalla.
(Fabrizio Caramagna)

L’iguana ha una pelle così grinzosa che sembra che si sia addormentata sotto il sole dieci secoli fa.
(Fabrizio Caramagna)

Le nostre ore sono secoli se stiamo dentro le certezze e le abitudini,
e minuti quando andiamo incontro a ciò che ci sorprende.
(Fabrizio Caramagna)

Dividiamo il tempo in secoli, decadi, lustri, anni, stagioni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti e secondi. Però il tempo ha una sua fluidità che sfugge a ogni calcolo e quando passa ride dei nostri tentativi di schematizzarlo.
(Fabrizio Caramagna)

Un suono che non esisteva in altri secoli. Lo scricchiolio delle briciole dei biscotti sotto i tasti del pc.
(Fabrizio Caramagna)

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