Frasi e aforismi sul ridere e le risate

Frasi e aforismi sul ridere e le risate, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforisi sul sorriso, Frasi e aforismi sulla felicità e Frasi e aforismi sulla serenità.

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Frasi e aforismi sul ridere e le risate

Ridere è il terzo verbo più importante dopo vivere e amare.
(Fabrizio Caramagna)

Giudico sempre le persone dalle cose per cui ridono, dai viaggi che fanno e dai libri che leggono.
(Fabrizio Caramagna)

Non mi sono innamorata di lui perché mi faceva ridere, tutti i miei amici ne sono capaci. Mi sono innamorata di lui perché era l’unico che quando mi faceva ridere mi spogliava di tutte le paure.
(Fabrizio Caramagna)

La tua risata, come il suono di uno scontro di stelle, come il fruscio di una scolaresca di bambini all’uscita di scuola.
(Fabrizio Caramagna)

Quel giorno lei rise di gusto e le sue risate si diffusero nell’aria.
Pensai alle farfalle.
Sarebbero state così colorate se, da qualche parte, non ci fosse stato qualcuno che rideva?
(Fabrizio Caramagna)

Gli occhi più belli sono quelli che, prima di perdersi in un abbraccio, sanno ridere con gusto.
(Fabrizio Caramagna)

Chi ti ama conosce le pagine dei libri che hai sottolineato, il tuo modo di ridere di nascosto, le canzoni che vorresti ballare lentamente sotto la pioggia
(Fabrizio Caramagna)

Vieni, andiamo a ridere insieme, a sfogliare le pagine del cielo e a regalarci qualcosa di molto privato come un “mi sei mancato”.
(Fabrizio Caramagna)

È bello sentirti ridere. Sulle mie labbra.
(Fabrizio Caramagna)

Quei momenti da vino rosso, tempo che rallenta, parole improbabili, occhi tanti e poi ridere.
(Fabrizio Caramagna)

Dovrebbe essere considerato un peccato lasciare una ragazza la cui risata ha il suono di una galassia lontana.
(Fabrizio Caramagna)

E’ al fondo dei tuoi occhi,
alla svolta di ogni tua risata,
all’angolo di una tua parola,
che io ritrovo la strada.
(Fabrizio Caramagna)

Ti va un caffè, due sogni e qualche risata da prenderci insieme?
(Fabrizio Caramagna)

Quanto arriva il messaggio che aspettavi, poi ti tocca spiegare pure allo specchio che cosa è quella risata sotto i baffi.
(Fabrizio Caramagna)

Prendere un Se, aggiungere un Forse e mescolare con una manciata di Perché no.
Poi sorridere forte e iniziare la giornata.
(Fabrizio Caramagna)

Provate a ridere senza un perché almeno dieci volte al giorno come fanno gli alberi (perché gli alberi ridono) e poi ne riparliamo.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi sono un coniglio bianco, disteso sotto un albero, a contare i quadrifogli e a ridere di voi che non credete alle favole.
(Fabrizio Caramagna)

Tanta luce, mare, capelli spettinati, notti lunghissime, molte risate. Così immagino i miei ricordi più belli.
(Fabrizio Caramagna)

E’ bello ridere. E’ come allungare una mano invisibile e rimescolare le stelle del cielo, e sentire il suono dell’universo che ride insieme a noi.
(Fabrizio Caramagna)

Il vecchio rideva come un bambino. Il suo modo di ridere era fresco e giovane come l’acqua che esce da una fontana. La fontana può essere vecchia e rovinata, ma l’acqua che esce da essa è sempre chiara e luminosa.
(Fabrizio Caramagna)

Ho la passione per i poeti francesi, per il mare in tempesta, per le risate dei bambini, per la puntina che graffia un disco, per le cose vere.
(Fabrizio Caramagna)

I bambini disegnano fate e mondi incantati con i gesti e gli sguardi. Sono ponti di risate che si spalancano al sole.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi dal cilindro del mondo è uscito un asso di vento, un re di aquiloni, un fante di sguardi di giacinti, un dieci di risate di bambini, un sette di bellezza.
(Fabrizio Caramagna)

La bambina si nascose dietro un albero inseguita dalle proprie risate.
Il signor Tempo si era fermato prima e la guardava da lontano, come chi non avesse più la forza di correrle dietro.
(Fabrizio Caramagna)

Mi piace chi conserva una risata infantile anche se ha un esercito di pensieri schierati nella testa.
(Fabrizio Caramagna)

La sincerità è il sorriso di un bambino, la risata dopo un solletico, un prato di primavera, una torta fatta in casa, una mano in cui senti il giusto incastro
(Fabrizio Caramagna)

Era sera, tu avevi due occhi color meraviglia, un sacco di paure ma anche la curiosità degli inizi. C’era un vento a tenerci stretti, una luce strana a farci sorridere.
(Fabrizio Caramagna)

L’amore è la voglia di dita tra i capelli, temporali estivi, parole colorate, rispetto e dedizione, sguardi dritti verso l’orizzonte, anime avvinghiate e una sera che ha il suono di mille risate.
(Fabrizio Caramagna)

Chissà che faccia fanno le tue abitudini quando le agguanto per i fianchi e le capovolgo e loro non se lo aspettavano e poi le risate.
(Fabrizio Caramagna)

Se mi interessa ciò che dici, se trovo seducente ciò che pensi, se mi attrae il tuo modo di ridere o di camminare sotto il cielo blu, stai sicura che non mi dimenticherò di te. Magari, a causa delle circostanze della vita sarò lontano dai tuoi occhi e non ti scriverò, ma – quando sarà il momento giusto – verrò a cercarti
(Fabrizio Caramagna)

Il mal di sorridere si cura con un cielo blu e un maglione che ti copre i brividi.
(Fabrizio Caramagna)

Hai presente quando sei afferrato dalla gioia, e tu sei certo che non è lì la gioia, perché hai avuto troppe ferite e delusioni, eppure stai ridendo e ridere ti sembra la cosa più facile del mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi è uno di quei giorni che vorrei prenderlo per mano e farci quattro risate.
E poi finire nei tuoi occhi, mentre mi esplodono addosso.
(Fabrizio Caramagna)

Di solito a non ridere mai è l’uomo ridicolo.
(Fabrizio Caramagna)

Chi non sa ridere di se stesso, si sta perdendo un grande spettacolo.
(Fabrizio Caramagna)

Non l’età anagrafica determina i tuoi anni.
Per lo più contano
quanti colori ha la tua anima.
Quanto sai ridere.
Quanto ti indigni ancora.
Come ti emozioni davanti a un papavero.
(Fabrizio Caramagna)

Le risate improvvise di due innamorati nel buio della notte. Le parole senza senso e le frasi strampalate che solo loro capiscono. I gesti delle mani, sempre in quel punto, ad accogliere, a proteggere.
Forse è di tutto questo che sarà fatta la loro nostalgia.
(Fabrizio Caramagna)

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