Frasi e aforismi sulla letteratura

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Frasi e aforismi sulla letteratura

Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.
(Fabrizio Caramagna)

Quando finisci un libro e lo chiudi, dentro c’è una pagina in più. La tua.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni libro è un viaggio, e l’unico bagaglio che portiamo con noi è l’immaginazione.
(Fabrizio Caramagna)

Nella scienza leggi i libri più recenti. In letteratura, i più antichi.
(Fabrizio Caramagna)

Lo scaffale della libreria ha un buco nascosto attraverso il quale, ogni notte, i personaggi della letteratura scappano e vanno a vivere storie mai vissute. Così può succedere che Anna Karenina si innamori di Florentino Ariza e D’Artagnan sfidi a duello Scrooge. Al mattino ciascuno torna nella sua pagina e nessuno si accorge di nulla.
(Fabrizio Caramagna)

Davanti ai più bei romanzi ci si chiede: “Che cosa farà Anna Karenina? Dove andrà Werther? Quale alibi sta costruendo Zeno Cosini? Che cosa medita Raskolnikov?”. Ma in realtà, se uniamo tutte le domande, verrà sempre fuori: “Chi sono io?”
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono fondamentalmente due tipi di letteratura. La prima ti aiuta a comprendere chi sei, la seconda ti aiuta a dimenticare chi sei.
(Fabrizio Caramagna)

La scienza si chiede dove andiamo. La storia da dove veniamo. La filosofia dove siamo. La letteratura dove potremmo essere.
(Fabrizio Caramagna)

La letteratura riesce dove complesse riflessioni e teorie filosofiche non ce la fanno nemmeno se uniscono genio e profondità dei giganti del pensiero.
(Fabrizio Caramagna)

La letteratura è l’unico modo per affrontare ciò che si teme.
(Fabrizio Caramagna)

E se l’uomo fosse uguale a un insetto e schiacciare l’uomo fosse come schiacciare un insetto, a che servirebbero i sogni, l’arte e la letteratura, l’amore, il ridere e il piangere, e i viaggi e la meraviglia davanti ai tramonti?
(Fabrizio Caramagna)

La letteratura, questa grande condensazione della durata, questa sintesi del tempo. Ciò che occorrerebbero anni o mesi per viverlo, lo si vive in dieci canti di un poema, cinque atti di una tragedia, trecento pagine di un romanzo.
(Fabrizio Caramagna)

Le parole di un libro sono soggette a subire più interpretazioni di quanto sarebbe stato disposto a concedere un consapevole autore.
(Fabrizio Caramagna)

Mi piacciono le edizioni di solo cento copie, dove la letteratura si rifugia scappando dall’oscenità del mercato.
(Fabrizio Caramagna)

Nella letteratura la maggior parte degli scrittori sente il bisogno di superare i suoi predecessori. Dante riuscì a superare i suoi successori.
(Fabrizio Caramagna)

L’opera è mortale quando il nome dell’autore serve come sigillo e garanzia, ed è immortale quando l’opera eclissa l’autore. Dei libri più famosi, noi nominiamo prima il titolo e poi chi lo ha scritto.
(Fabrizio Caramagna)

Era l’autore di uno dei più bei punti e virgola della letteratura italiana.
(Fabrizio Caramagna)

Lo scrittore crede nella metempsicosi, nella trasmigrazione delle anime… lui vuole diventare il suo libro, reincarnarsi in lui, vivere una nuova vita meno fallace e transitoria…
(Fabrizio Caramagna)

La posterità, avendo selezionato solo i buoni scrittori, non ci ha mostrato quali forme di mediocrità letteraria imperversavano in passato.
Dobbiamo pertanto contentarci della mediocrità contemporanea, che comunque è davvero vasta per chi voglia studiarla da vicino.
(Fabrizio Caramagna)

La letteratura contemporanea è un videogioco dove quasi nessuno supererà il livello del XXI secolo
(Fabrizio Caramagna)

Scrittori che hanno contribuito alla letteratura italiana come Barbie al femminismo.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi non esiste letteratura con la “L” maiuscola.
In compenso c’è parecchia spazzatura con la “s” minuscola.
(Fabrizio Caramagna)

Il successo degli scrittori contemporanei ha a tal punto sporcato la storia della letteratura che ci vorranno almeno duecento anni per ripulire ogni cosa.
(Fabrizio Caramagna)

Molte poesie italiane dell’800 hanno l’odore evanescente dei sacchetti di lavanda messi nell’armadio delle nonne.
(Fabrizio Caramagna)

La scrittura giornalistica è il camuffamento perfetto dei generi letterari: cronache sportive piene di figure poetiche, poesie discorsive che argomentano l’attualità con tesi filosofiche e drammi politici in forma di romanzo. Peccato che di letteratura ce ne sia rimasta ben poca.
(Fabrizio Caramagna)

Faccio lo spelling al telefono con le iniziali del nome di alcuni scrittori famosi. “Non la capisco” mi dice dall’altra parte. “E’ possibile” gli rispondo, sconsolato.
(Fabrizio Caramagna)

Basta poco per comprare uno scrittore: la vittoria in un premio, una recensione sui giornali che contano, la concessione di un piccolo posto nella casta della cultura (magari come curatore di una antologia o di un festival).
In cambio lo scrittore dovrà accettare di non criticare il sistema e di aiutare i suoi colleghi con scambi di favori, passaparola orchestrati, lodi ossequiose, e così via.
In tutto questo dove è finita la letteratura? Non c’è più. C’è solo una casta che si autoalimenta.
(Fabrizio Caramagna)

Tra la letteratura e lo sport è più credibile lo sport. E’ vero che ambedue fanno ampio uso del doping (la letteratura sotto forma di raccomandazioni, favori e uffici stampa), ma almeno nello sport si arriva primi dopo una competizione vera, e non per i giudizi degli addetti ai lavori o dei lettori manipolati.
(Fabrizio Caramagna)

Ambiente letterario e confraternita letteraria sono l’opposto di letteratura.
(Fabrizio Caramagna)

Vent’anni fa c’erano scrittori lodati e riveriti da tutti e ora – morti e senza l’appoggio dei critici, degli amichetti e dei salottini letterati – sono completamente dimenticati.
La mafia letteraria funziona in vita, ma per l’aldilà si deve ancora attrezzare.
(Fabrizio Caramagna)

Una volta la scrittura era un’ascia, una spada, un pugnale che rompeva le nostre corazze piene di ipocrisia e di pregiudizi. Adesso è solo un giocattolo, una pistola ad acqua che non mette in pericolo nessuno.
(Fabrizio Caramagna)

Il salottino letterario sta alla letteratura come il rospo sta al principe.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono autori che loro malgrado sono rimasti ai margini della letteratura e altri che hanno voluto starci. Ma per gli editori e i critici letterari non cambia nulla, non se ne occupano.
(Fabrizio Caramagna)

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