Frasi e aforismi sulla poesia

Frasi e aforismi sulla poesia e i poeti, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi sul libro e la lettura, Frasi e aforismi sullo scrivere e la scrittura, Frasi e aforismi sulla letteratura e Frasi e aforismi sull’arte.

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Frasi e aforismi sulla poesia

La poesia è un granello di luce che si tiene tra il pollice e l’infinito.
(Fabrizio Caramagna)

Il poeta cerca la parola che contenga tutte le lettere dell’alfabeto più una.
(Fabrizio Caramagna)

E non è poesia se non c’è un’anima che si apre, un fiore che rabbrividisce, un angolo di universo che perde l’equilibrio.
(Fabrizio Caramagna)

La poesia flirta con l’eterno. Che a volte si innamora di essa.
(Fabrizio Caramagna)

La poesia dice sempre il contrario di ciò che dice il visibile.
(Fabrizio Caramagna)

Leggere una poesia è ascoltare una voce intima che tuttavia sembra provenire dall’altro lato del tempo e dello spazio.
(Fabrizio Caramagna)

Se il poeta si mette davanti a una montagna, prende la voce della montagna. Così se si mette davanti al mare o a un alveare.
(Fabrizio Caramagna)

Il poeta va da un punto all’altro dell’indicibile, su un filo che non esiste.
(Fabrizio Caramagna)

La poesia fa parlare il cielo stellato come se avesse trovato la lingua del suo silenzio.
(Fabrizio Caramagna)

Nella prosa si cercano le parole, nella poesia le parole ci cercano e (talvolta) ci trovano.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni poesia è un nido di pensiero libero che sta così in alto che non potrà mai essere colpito dalla freccia del mediocre o dello stupido.
(Fabrizio Caramagna)

Che una donna dorma dall’altro lato dell’oceano e uno riesca ad ascoltarne il respiro, così deve essere nata la prima poesia.
(Fabrizio Caramagna)

Il poeta ama giocare con l’invisibile: prende l’aria intorno a una farfalla e costruisce il sorriso di un bambino.
(Fabrizio Caramagna)

La poesia è un “non so che” che non viene dalle parole, benché dalla parole sia inseparabile.
(Fabrizio Caramagna)

La poesia dà una interpretazione non autorizzata del mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Conosco un poeta
che non sa scrivere,
ma quando guarda un fiore
questo si mette a cantare.
(Fabrizio Caramagna)

Qual è l’opposto di poesia? Politica.
(Fabrizio Caramagna)

Mi piaci perché inspiri fiori e stelle ed espiri delicatezza e poesia.
(Fabrizio Caramagna)

Vestiti di una poesia e aspettami sul bordo delle tue labbra. Sto per arrivare.
(Fabrizio Caramagna)

Mettiti un fiore nei capelli, una poesia sulle labbra, una gonna di crinoline e andiamo a vedere di che colore sono i tramonti nel diciottesimo secolo.
(Fabrizio Caramagna)

Per una ragazza che ha dato il primo bacio, l’avvenimento più importante probabilmente è quello.
Ma per un poeta che scrive, l’avvenimento più importante è il verso che ha scritto, anche se non lo leggerà mai nessuno.
(Fabrizio Caramagna)

Migliaia di rondini sono venute a discutere al congresso dei poeti che si è tenuto questa settimana sotto la mia pelle.
(Fabrizio Caramagna)

Chissà che mondo sarebbe se l’evoluzione fosse stata diversa.
Se invece che nella tecnologia l’uomo avesse investito nella poesia,
se avesse sviluppato il colonialismo del dare anziché quello del prendere.
se avesse cercato la bellezza di una parola anziché quella di un conto corrente.
(Fabrizio Caramagna)

In una poesia le parole si disperdono in mille direzioni, il linguaggio sta a guardare quasi ammirato.
(Fabrizio Caramagna)

Non è permesso che alla poesia di intrecciare una sedia di paglia con le corde luminose di un arcobaleno.
(Fabrizio Caramagna)

C’è in ogni poesia una parola che manca. Se ci fosse, cesserebbe di essere poesia. Essa non è poesia che per questa parola che manca.
(Fabrizio Caramagna)

Una bella poesia d’amore lascia nell’amata sempre un sospetto: che il poeta ami più la poesia che lei.
(Fabrizio Caramagna)

Non bisogna fidarsi dei poeti: sono capaci di cambiare il senso della frase solo per il gusto di una sinestesia.
(Fabrizio Caramagna)

La poesia è il luogo delle emozioni. Ma il cattivo poeta pensa che sia delle sue emozioni, quando invece è di quelle del lettore.
(Fabrizio Caramagna)

I poeti di oggi, per la maggior parte, improvvisano. Non leggono la poesia dei secoli passati, è troppo faticoso, non hanno una vera passione per la poesia, hanno solo una passione per il proprio ego, per la propria affermazione e il proprio successo. Non si confrontano con i poeti precedenti, non studiano, non analizzano le tecniche di versificazione e le metafore poetiche. Sono pigri e vogliono tutto e subito. In nome di una presunta ispirazione, si improvvisano e si autopromuovono poeti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. I loro versi sono figli della presunzione, della banalità, della sciattezza e dell’ignoranza.
(Fabrizio Caramagna)

Un sonetto moderno è una poesia di quattordici vertebre che ha perso la spina dorsale e che si incurva sotto il peso della retorica.
(Fabrizio Caramagna)

Nelle cattive poesie questi sostantivi poligami che si sposano con due o tre aggettivi, tra i quali c’è sempre “splendente” e “meraviglioso”.
(Fabrizio Caramagna)

Questi poeti privi di scrupoli che a qualunque ora, su qualunque pagina social, postano le loro poesie sapendo che il camion della spazzatura passerà solo dopo qualche giorno a scaricarle nell’oblio.
(Fabrizio Caramagna)

Passata un’ora, una poesia è un’altra cosa: poco o nulla rispetto al momento della creazione, quando nella sua euforia magica prometteva di essere un capolavoro. Il bravo poeta lo sa, e ci lavora sopra con modifiche, aggiunte e cancellazioni.
(Fabrizio Caramagna)

Il poetastro dovrebbe avere cura di mettersi la mano davanti alla bocca quando starnutisce o tossisce. Ha già abbastanza infettato il mondo con i miasmi delle sue poesie.
(Fabrizio Caramagna)

Il proposito del poetastro per l’anno nuovo: smettere di fumare. Però continua a seminare fumo con le sue poesie.
(Fabrizio Caramagna)

Nel leggere alcune poesie ermetiche e fumose il mio sguardo corre per suo conto sulla pagina accanto, indotto a credere che ci sia il testo a fronte con la traduzione in in linguaggio più comprensibile.
(Fabrizio Caramagna)

La poesia ermetica offre una quantità incredibile di messaggi cifrati. Ma il codice è introvabile.
(Fabrizio Caramagna)

Molti poeti contemporanei non sono poeti e, dopo una prima lettura, neanche contemporanei.
(Fabrizio Caramagna)

Scrivere poesie è anche un problema di dosi d’infinito. Se ne metti troppo, ciò che scrivi risulta kitsch e melenso.
(Fabrizio Caramagna)

Ha avuto due passioni: la sua donna e la poesia. Tutte e due hanno sofferto.
(Fabrizio Caramagna)

Il poetastro. Uno capace di agguantare ogni tipo di lode e elogio senza mai pensare che possano essere finte. Uno con una resistenza proverbiale nel partecipare a centinaia di premi letterari, accettando lusinghe, congratulazioni e menzioni d’onore (che verranno parimenti tributate agli altri concorrenti) senza mai un cedimento. Uno capace di pubblicare decine e decine di libri, (almeno uno all’anno) con la stessa speranza e illusione con cui ha pubblicato il primo. Un vero atleta della vanità e dell’illusione.
(Fabrizio Caramagna)

Le motivazioni della persona che assiste con regolarità agli incontri di poesia senza essere matto né poeta, familiare o amico dell’autore, sono certamente un mistero.
(Fabrizio Caramagna)

Il poeta ossessionato dagli aggettivi raramente incontra quello appropriato.
(Fabrizio Caramagna)

Alcuni poeti si ripetono dal secondo libro. Altri dalla seconda poesia. I dilettanti, dal secondo verso.
(Fabrizio Caramagna)

Un libro di poesia pubblicato negli anni sessanta era conosciuto e commentato da tutti. Oggi i libri di giovani poeti interessanti scompaiono prima di apparire. Non circolano. Nessuno ne parla. A nessuno interessa leggerli, a meno che non facciano parte di un circuito prestabilito.
(Fabrizio Caramagna)

Prefazione a un libro di cattiva poesia: l’esagerazione in poche pagine.
(Fabrizio Caramagna)

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