Frasi e aforismi sul museo

Frasi e aforismi sul museo, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sull’arte, Frasi e aforismi sulla pittura e Frasi e aforismi sulla statua e il monumento.

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Frasi e aforismi sul museo

Quando si esce da un museo, è come essere tornati da un viaggio di migliaia di anni, durato poche ore.
(Fabrizio Caramagna)

Un museo non sostituisce un libro, né una lezione in classe né una conferenza né un paesaggio però può cambiare l’attitudine del cittadino rispetto a tutto questo.
(Fabrizio Caramagna)

Un “pezzo” in un museo è un oggetto reale imparentato con due concetti: bellezza e intelligenza.
(Fabrizio Caramagna)

E’ un buon museo se hai più domande quando esci che quando entri.
(Fabrizio Caramagna)

Si può smettere di acquistare una marca di automobili per il fatto di averne acquistata un’altra, però nessuno può smettere di visitare un museo per il fatto di averne visitato un altro.
(Fabrizio Caramagna)

Seduto al centro di una stanza con tutto Van Gogh intorno. Poi non chiedetemi perché sono felice.
(Fabrizio Caramagna)

Mi immagino un topolino che la sera, usciti tutti dal museo, va a guardarsi un po’ in pace la Gioconda di Leonardo senza sentire i commenti di nessuno.
(Fabrizio Caramagna)

Nei musei le persone bisbigliano perché hanno paura che i colori si sveglino e cambino forma nel quadro.
(Fabrizio Caramagna)

Trascorrere una notte al Louvre. Poter visitare le sale deserte, in assoluto silenzio. Guardare se la Gioconda e gli altri quadri dormono.
(Fabrizio Caramagna)

In un museo puoi trovare i colori mistici e disperati di Van Gogh, la realtà surreale di Magritte, la spiritualità di Kandisky, la spettacolare quotidianità di Warhol, le visioni oniriche di Dalì, il gusto dissacrante di Duchamp.
(Fabrizio Caramagna)

Per ogni secolo della storia dovrebbe esserci un museo della speranze infrante e delle utopie distrutte.
(Fabrizio Caramagna)

Siamo tutti abituati a vedere la Gioconda dal davanti. Pochi hanno la capacità di guardare il mondo da un’altra prospettiva e di cercare d vedere anche la schiena della Gioconda.
(Fabrizio Caramagna)

Domanda per la Gioconda.
“Quanti volti hai visto guardarti? E quale sorriso ti ha colpito di più?”
(Fabrizio Caramagna)

Lei era in un quadro di Tamara De Lempicka, lui in uno di Van Gogh.
Erano in due musei diversi. Chissà se poi si sono incontrati.
(Fabrizio Caramagna)

Al Louvre la Nike di Samotracia aveva anche le ali mutilate, ma un angelo generoso le prestò le sue.
(Fabrizio Caramagna)

Tu che mi baci in un’epoca mai vista.
Questo momento si meriterebbe, almeno, un museo.
(Fabrizio Caramagna)

Avviso nelle sale del museo della curiosità: “proibito non toccare”.
(Fabrizio Caramagna)

Inquinamento da museo. La guida logorroica inquina con i suoi commenti un pregevole quadro dell’impressionismo francese.
(Fabrizio Caramagna)

Anno 2200 DC. Il museo aveva un’unica sala e in quella sala c’era l’ultimo filo d’erba rimasto al mondo. I visitatori lo osservavano con stupore e pensavano a quanto dovesse essere verde il mondo centinaia di anni prima.
(Fabrizio Caramagna)

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