Frasi e aforismi sulla luce

Frasi e aforismi sulla luce, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sul riflesso, Frasi e aforismi sul buio e Frasi e aforismi sul sole.

**

Frasi e aforismi sulla luce

Mi piace un posto se mi fido della sua luce.
(Fabrizio Caramagna)

Certe mattine sospetto che il senso della vita consista nel cercare di tradurre le parole nel linguaggio della luce.
(Fabrizio Caramagna)

Momenti in cui la luce è così perfetta fuori, così morbida e concentrata sulle cose, che vorresti zittire ogni voce e rumore e contemplarla in silenzio.
(Fabrizio Caramagna)

Nella tazza del mattino la luce resta in infusione per qualche istante e poi si spande dovunque.
(Fabrizio Caramagna)

Giornate tiepide di sole.
La luce pulsa con la sua scia luminosa e ogni centimetro di pelle ha un suo trillo beato.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni tanto c’è una luce bella.
Che fa riflessi su tutte le cose: cielo, occhi, finestre.
Il tempo sorride e le persone s’innamorano.
(Fabrizio Caramagna)

Vado incontro alla sera con le tasche piene di sole. Splendente bottino di una giornata di luce.
(Fabrizio Caramagna)

La luce lega le cose le une alle altre. Anche le cose più estranee, anche quelle prigioniere, anche quelle nascoste, si incontrano nella luce.
(Fabrizio Caramagna)

La luce svela le cose per liberarle dalla prigione della materia.
(Fabrizio Caramagna)

Quell’inedita luce del giorno che ti permette di sottrarti allo spazio, ondeggiando per ore tra il prima e il dopo.
(Fabrizio Caramagna)

La luce tagliente e fredda dell’inverno. Stempera i colori in una variante simile al grigio e al ghiaccio.
(Fabrizio Caramagna)

L’alterno movimento della luce, che a volte perde, a volte conquista il mondo senza mai scomporsi nella sua armonia.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni sera la luce cade frantumandosi e le schegge si fanno lampioni, finestre, stelle.
(Fabrizio Caramagna)

Non guardare se il tuo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Guarda quanta luce c’è nel vetro.
(Fabrizio Caramagna)

Di certe cime mi piace la luce che resta negli angoli degli occhi.
(Fabrizio Caramagna)

Uscendo dalla tana della notte, la luce si guarda ovunque e sorride.
(Fabizio Caramagna)

Quell’istante di luce perfetta, quando l’alba si gonfia di riflessi caldi e riempie il cielo.
(Fabrizio Caramagna)

La luce si ferma quando raggiunge qualcosa di bello da illuminare.
(Fabrizio Caramagna)

La luce apre finestre nelle pareti.
(Fabrizio Caramagna)

La luce obliqua e calda che cade su di un tappeto. Quante immagini riesce a suggerirmi un solo oggetto.
(Fabrizio Caramagna)

Svegliatevi che è ancora buio. Amatela in silenzio, col cuore in gola per il miracolo della luce che vi mostrerà da un momento all’altro.
(Fabrizio Caramagna)

Certe mattine inventerei un salvadanaio della luce, per romperlo un giorno e trovarne così tanta da regalarla a chiunque.
(Fabrizio Caramagna)

L’ultima luce del pomeriggio. La più intensa, profonda, calda. Stempera i colori, li smussa, li rende docili e pieni di verità antiche.
(Fabrizio Caramagna)

Il tuo sorriso è una festa che nessuna tristezza riesce a far finire,
un battito d’ali che spicca il volo,
un’avanzata dell’anima verso la luce del mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Come un fiore maltrattato dalla pioggia, ci sono anime che rispondono alla violenza con un sovrappiù di luce.
(Fabrizio Caramagna)

Luce e buio si completano.
Nei momenti di luce prendi fiato e guarda davanti a te.
Nei momenti bui decidi chi sei veramente.
(Fabrizio Caramagna)

Nessuna persona è tanto luminosa come chi trema nel buio.
(Fabrizio Caramagna)

Tutti quanti dovremo dovremo risplendere, ma in modo tale da non offuscare la luce degli altri.
Dovremmo tutti imparare dalle stelle.
(Fabrizio Caramagna)

Agli altri lascio le cose perfette.
Io mi tengo la bellezza dei vetri rotti, delle macchie di vernice per terra, delle cicatrici sulla pelle, delle copertine rovinate dei libri, dei fili aggrovigliati.
C’è tanta luce lì dentro.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi la luce ha fatto incetta di colori purissimi per disegnare lo sguardo di un bambino.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono immagini che non sono fatte per la luce. E certi sogni lo sanno
(Fabrizio Caramagna)

I sogni danno il cambio alla luce ormai troppo affaticata.
(Fabrizio Caramagna)

C’è nell’aria una luce strana,
una brezza indecisa
che alla mente dice “Mai più”
e all’anima sussurra: “Ancora”
(Fabrizio Caramagna)

Entrare in ogni stanza come fa la luce, silenziosamente e senza essere notata, ma prendendo possesso di tutto.
(Fabrizio Caramagna)

La luce che entra nella stanza ispeziona tutto, dal libro aperto che ho lasciato sul divano alla rosa che sfiorisce in un vaso sopra il tavolo.
(Fabrizio Caramagna)

Gli atomi di luce che lottano l’uno contro l’altro per entrare attraverso la stretta fessura della persiana.
(Fabrizio Caramagna)

In casa, quando ancora ci stiamo alzando dal letto, il primo a vestirsi della luce del mattino è sempre il vaso di fiori vicino alla finestra.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi un cuscino dorme sulla testa di uno spillo, la luce dorme appoggiata su un bacio.
(Fabrizio Caramagna)

La luce ha gli occhi biondi.
(Fabrizio Caramagna)

Voglio guardarti bene per ricordarmi di quanta luce sei fatta e di tutte le volte in cui me ne sono riempito le mani.
(Fabrizio Caramagna)

Sei tutte quelle volte in cui la paura si arrende,
Sei quel bivio dove non c’è altra direzione che verso la luce,
sei quel vento dove tutto si compone anche se i pezzi sono sparsi ovunque.
(Fabrizio Caramagna)

Una gioia improvvisa. Quella che ti fa credere di essere un pezzetto di luce, che si è temporaneamente staccato da tutto ciò che era nero, incomprensibile, triste.
(Fabrizio Caramagna)

Hai presente quando suoni più volte il campanello di uno sconosciuto per accendere la luce della scala. A volte ci leghiamo a persone che non sono fatte per noi, per il disperato bisogno di accendere una luce nella nostra vita.
(Fabrizio Caramagna)

Uno di questi giorni troverai la chiave dei tuoi sogni
e aprirai tutte le finestre dentro di te
e le trasformerai in vento e luce.
(Fabrizio Caramagna)

Chi ha troppa luce dentro chiude gli occhi. E perdona, respira, soffre e ama.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi mi faccio carezzare dalla luce come fa con la polvere nell’aria.
(Fabrizio Caramagna)

La luce sbatte contro i muri di gennaio, si allunga sui rami nudi di febbraio, guizza nei fiori di marzo, si allarga sulle foglie di aprile, esplode nei prati di maggio, riempie tutto il cielo di giugno, risplende ancora a luglio e agosto, poi a settembre vibra e si ritrae, a ottobre vaga sperduta, a novembre si si assottiglia come un vetro e a dicembre si frantuma in tante piccole schegge che feriscono gravemente il giorno.
(Fabrizio Caramagna)

Inverno. La luce della sera si copre le spalle con uno scialle di lana e si rifugia nelle case calde dove le persone si apprestano a riposare.
(Fabrizio Caramagna)

Sere d’estate. In un angolo sul tetto con chi sta parlando la luce?
(Fabrizio Caramagna)

L’estate mette tutta la sua luce nel cavo della tua mano che la raccoglie e la sparge intorno a sé, con leggerezza e eleganza.
(Fabrizio Caramagna)

La sera. C’è nel correre della luce sul filo dell’orizzonte l’idea di uno scivolare senza tregua. Dell’impossibile aggrapparsi a un punto del giorno per non svanire per sempre.
(Fabrizio Caramagna)

D’inverno tutto è basso e anche la luce, per arrivare da un punto all’altro, fa degli esercizi di equilibrismo.
(Fabrizio Caramagna)

Quando fa caldo, la luce è come una specie di contrarietà.
La sua persistenza e la sua trama afosa, più che far respirare, opprimono il corpo.
La sua intensità è così forte che persino gli alberi sembrano esserne infastiditi.
I frutto sono sconcertati, la terra è accucciata, le strade sono deserte.
Allora da qualche parte cerchi settembre e la sua morbida inclinazione di luce.
(Fabrizio Caramagna)

Quanta parte di ogni giorno trascorriamo nella luce artificiale, come pesci in un acquario.
(Fabrizio Caramagna)

Che l’amore sbiadisca, è normale, non si può certo pretendere rimanga folgorante come al suo fulgido, improvviso apparire.
Eppure quanta tenerezza adoperiamo per opporre resistenza all’affievolirsi di questa luce.
(Fabrizio Caramagna)

La sospensione del tramonto. E nell’eccesso di luce la necessità di avvicinarsi al mondo. Di riconoscerne i contorni segreti finché si può.
(Fabrizio Caramagna)

Anche la luce, appena nata, sporgendosi sull’orlo dell’universo, ebbe paura del buio.
(Fabrizio Caramagna)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.