Frasi e aforismi sull’attaccamento

Frasi e aforismi sull’attaccamento, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sul distacco, Frasi e aforismi sulla possessività, Frasi e aforismi sulla dipendenza e Frasi e aforismi sul lasciare andare.

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Frasi e aforismi sull’attaccamento

La leggenda narra che quando lasci andare le cose che ti fanno male,
il tuo dolore si trasforma in forza,
i tuoi occhi si alleggeriscono,
il tuo sorriso diventa onesto.
(Fabrizio Caramagna)

Lasciare andare, ed altre piccole forme di sopravvivenza quotidiana.
(Fabrizio Caramagna)

Puoi tentare di attaccarti alle cose o decidere di lasciare andare. E scegliere quale tra lo sforzo insensato e la resa possa essere l’ancora di salvezza.
(Fabrizio Caramagna)

Hai fatto tutto quello che potevi. Eppure pare non funzioni. È il momento di sedersi. Titolo lezione: impara a lasciare andare.
(Fabrizio Caramagna)

Il momento in cui capisci che il lasciare andare è più importante del voler trattenere diventi invincibile.
(Fabrizio Caramagna)

“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Buddha avrebbe sorriso su questo attaccamento alle cose della religione cristiana.
(Fabrizio Caramagna)

Lei era un’ombra che non ci stava ad essere attaccata a un corpo. Stava bene così, tra le altre ombre, a terra, sui muri, nell’aria. Libera.
(Fabrizio Caramagna)

Nella stanza c’è una falena scura, notturna, non si muove, non si alza, è attaccata alla lampada e ogni volta mi chiedo che cosa sia questo disperato bisogno di luce nel cuore della notte.
(Fabrizio Caramagna)

L’attaccamento alle cose non è altro che l’inizio incontrollabile della follia.
(Fabrizio Caramagna)

L’attaccamento è quel maledetto autocorrettore che cambia il senso di tutto ciò che la nostra libertà ci detta.
(Fabrizio Caramagna)

Ciò che distingue la necessità dall’ossessione è che la prima persegue uno scopo, la seconda è un attaccamento al mondo.
(Fabrizio Caramagna)

L’attaccamento alla barca che ti ha aiutato ad attraversare il fiume finsce per riempirti di sensi di colpa. Ma la barca ha fatto quello che sa fare. La barca non può lasciare il fiume e venire con te, e tu ora hai bisogno di andare avanti e di non guardare più indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni attaccamento che abbiamo ci toglie la libertà, la fiducia e, inoltre, ci affonda gradualmente nella palude della paura e dell’indecisione.
(Fabrizio Caramagna)

La stessa cosa che ci ha aiuto nel cammino della vita può farci inciampare. Sii grato e non attaccarti.
(Fabrizio Caramagna)

Quando hai un attaccamento molto grande ma è il momento di lasciar andare senza litigare, senza giudicare, senza chiedere spiegazioni.
(Fabrizio Caramagna)

In amore hai perso se non controlli più: desiderio, gelosia, possessività, paura, dipendenza e attaccamento.
(Fabrizio Caramagna)

L’amore lascia una nostalgia pulita, tipo “spero che tu sia felice”; l’attaccamento lascia ricordi dolorosi del tipo: “Spero che tu possa provare il male che mi hai fatto”.
(Fabrizio Caramagna)

Una relazione sana significa comunicare e non rinfacciare, prendersi cura dell’altro invece di colpire dove fa più male, abbracciarsi invece di legarsi. In una relazione sana non c’è attaccamento ma impegno.
(Fabrizio Caramagna)

L’attaccamento non è amore. Dipendenza emotiva, non è amore. Farsi vivo e poi sparire, non è amore. È che in questi tempi niente è più amore.
(Fabrizio Caramagna)

Questa comodità tanto assurda della vita moderna e della sua tecnologia. Siamo tutti attaccati all’illusione della sicurezza.
(Fabrizio Caramagna)

Poco gli importava dei miei interessi, né di quello che leggevo, né della musica che amavo. Non capivo il suo attaccamento. Cercava protezione da me, non amore
(Fabrizio Caramagna)

In un modo o nell’altro, siamo stati tutti funamboli su questa corda alta che divide l’amore dall’attaccamento.
(Fabrizio Caramagna)

Esci con me? Ti porto a riformulare tutte le teorie sull’attaccamento (da Buddha a oggi), e poi ci guarderemo negli occhi e sorrideremo e ci baceremo, felici di intrecciare le nostre dita l’una nell’altra e di incatenarci nei brividi.
(Fabrizio Caramagna)

Sviluppo un eccessivo attaccamento alle persone che mi danno libertà.
(Fabrizio Caramagna)

Il momento in cui ti svegli così attaccato al corpo di chi ami che ci vuole un po’ per distinguere a chi appartiene il battito che senti.
(Fabrizio Caramagna)

Certe relazioni sono un po’ come un cerotto sulla pelle bagnata: si applicano, ma non attaccano.
(Fabrizio Caramagna)

La miopia quando invecchiamo è solo la vita che ci ricorda di non attaccarci troppo ai dettagli.
(Fabrizio Caramagna)

E mentre tu sei lì, sospeso, attaccato a un display, in attesa di leggere parole che non sentirai mai sussurrate al tuo orecchio dalla voce della persona che te le scrive, la vita ti passa accanto. Quella che non sta dentro un telefono. Quella che vive di gesti e respiri e realtà.
(Fabrizio Caramagna)

A volte vorremmo attaccarci alla bottiglia o alla droga e invece restiamo attaccati ai social che ci distruggono ancora di più.
(Fabrizio Caramagna)

Ore ore ore davanti al computer con il mouse come prolungamento, cordone ombelicale. Forse proviamo nostalgia di quando eravamo attaccati alla madre?
(Fabrizio Caramagna)

Che strane le foglie invernali: né rosse né verdi, ma secche, rigide, passive, anche se attaccate a un albero giovane.
Le accarezza l’aria permanente di un precipizio in cui potrebbero cadere da un momento all’altro.
(Fabrizio Caramagna)

Le spighe di grano.
E quel loro sapersi attaccare al colore del cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Lo zero è la colla che si attacca ai numeri per renderli più grandi.
(Fabrizio Caramagna)

Com’è irritante quando le persone in coda dietro di te stanno troppe attaccate.
(Fabrizio Caramagna)

Quando la maschera si attacca a tal punto al viso che invece di cercare di toglierla andiamo da uno psicoanalista chiedendogli che ce la sistemi in modo tale che arrivi a confondersi con la nostra identità.
(Fabrizio Caramagna)

Le nostre ciglia, sempre attaccate ai nostri occhi, aspettano la notte per liberarsi di noi e andare in giro nei sogni.
(Fabrizio Caramagna)

In ufficio le sedie con le ruote sognano di andare in giro per il mondo, invece di stare sempre attaccate alla scrivania.
(Fabrizio Caramagna)

Settembre
Sulla mia mano che sfiora la sabbia del mare
si è attaccata l’estate.
Non vuole sapere di andarsene
(Fabrizio Caramagna)

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