Frasi e aforismi sul contemplare e la contemplazione

Frasi e aforismi sul contemplare e la contemplazione, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulla vista e il vedere, Frasi e aforismi sul cielo e Frasi e aforismi sull’anima.

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Frasi e aforismi sul contemplare e la contemplazione

Mille cose da fare e tu vorresti solo passare la giornata seduto in una prato verde a contemplare l’Ottocento.
(Fabrizio Caramagna)

Il vedere racconta l’uomo; il contemplare, invece, lo riconduce al divino.
(Fabrizio Caramagna)

Contemplare è scomporre la vista in tante immagini.
(Fabrizio Caramagna)

Sempre a guardare questi smartphone.
Andate a contemplare i gigli.
(Fabrizio Caramagna)

Momenti in cui la luce è così perfetta fuori, così morbida e concentrata sulle cose, che vorresti zittire ogni voce e rumore e contemplarla in silenzio.
(Fabrizio Caramagna)

Amare è a carico del cuore.
Pensare è carico dell’intelligenza.
Contemplare è a carico dell’anima.
(Fabrizio Caramagna)

Gli occhi vedono, la mente guarda, l’anima contempla.
(Fabrizio Caramagna)

Contemplare, dal latino “cum-templum” dove “cum” sta ad indicare “in sintonia” e “templum” lo spazio del cielo osservato dall’augure (l’indovino che osservava il volo degli uccelli). Dunque contemplare significa guardare con lo sguardo circoscritto da un orizzonte ma aperto sull’infinito. E’ un invito a sollevare gli occhi da terra e a levarli verso qualcosa di grande.
(Fabrizio Caramagna)

Contemplare è più di guardare: è diventare ciò che si guarda.
(Fabrizio Caramagna)

Il fiordaliso. A contemplarlo ci sentiamo un po’ tutti di colore azzurro.
(Fabrizio Caramagna)

Sassi nello stagno capaci di generare infiniti cerchi di acqua. E tu che assisti da sopra una ninfea, contemplando la quiete.
(Fabrizio Caramagna)

Veniamo da un embrione più piccolo di un unghia, e viviamo su una pietra sparsa tra miliardi di altre pietre nell’universo. Tuttavia, dentro di noi c’è un piccolo frammento chiamato anima, che si fa domande, e quando la notte contempliamo l’universo sappiamo che esso, per esistere, ha bisogno del nostro sguardo.
(Fabrizio Caramagna)

Conoscenze e competenze sono importanti, ma prima di tutto dovremmo imparare a contemplare il cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Fermati un istante a contemplare il cielo o un campo di fiori, cose nuove e strabilianti si paleseranno ai tuoi occhi
(Fabrizio Caramagna)

La contemplazione è il seme di ogni domanda.
(Fabrizio Caramagna)

C’è chi si fissa sulle onde e l’azzurro, io preferisco andare sott’acqua e guardare i fondali. Ciascuno ha il suo modo di contemplare il mare.
(Fabrizio Caramagna)

L’obiettivo dell’arte non è una scarica momentanea di adrenalina, come fa lo sport, ma la rigenerazione della nostra anima attraverso uno stato di meraviglia e contemplazione, che può durare tutta la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Quanti trattati di filosofia sono stati ideati grazie alla contemplazione annoiata di un soffitto.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi non mi bastano mille balconi e diecimila terrazze e milioni di vette per contemplare l’orizzonte.
Oggi ho bisogno dei tuoi occhi.
(Fabrizio Caramagna)

Superflua: ecco cosa è una farfalla. Non necessaria, non fondamentale, non essenziale. Ma se i nostri occhi non smettono mai di contemplarla, è perché c’è qualcosa di magico in lei che la rende quel superluo troppo importante.
(Fabrizio Caramagna)

Narciso è di ghiaccio come lo specchio dove si contempla in continuazione.
(Fabrizio Caramagna)

Dategli una montagna da ammirare, e l’uomo la vorrà scalare, un mare da contemplare, e lo vorrà attraversare, una luna da sognare, e la vorrà conquistare. L’uomo non è fatto per stare in pace.
(Fabrizio Caramagna)

Agli altri mostro solo gli sbadigli nelle mie tasche,
ma a te voglio far sentire gli echi delle cattedrali quando contemplo il cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Come avere il coraggio di contemplare il proprio ombelico quando siamo circondati da così tante stelle?
(Fabrizio Caramagna)

Quando dopo la doccia stai sempre due ore in asciugamano a contemplare il niente.
(Fabrizio Caramagna)

L’edera è una contemplativa che non ce l’ha fatta. Per questo non riesce a stare ferma e si arrampica sulle pareti.
(Fabrizio Caramagna)

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