Frasi e aforismi sul cielo

Frasi e aforismi sul cielo, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sull’orizzonte, Frasi e aforismi sul paesaggio, Frasi e aforismi sul blu e Frasi e aforismi sull’azzurro.

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Frasi e aforismi sul cielo

Restammo sdraiati sulla schiena a guardare il cielo e a chiederci cosa avesse avuto in mente Dio quando aveva creato tutto quell’azzurro.
(Fabrizio Caramagna)

E’ azzurro il cielo, quest’oggi. Di quell’azzurro che mette il sereno anche nel cuore.
(Fabrizio Caramagna)

L’hai visto anche tu questo cielo color accarezzami?
(Fabrizio Caramagna)

Un cielo nuovo sorridente, finalmente esuberante. Un’anima girovaga nei prati, tante occasioni che vibrano e una speranza ancora intatta.
(Fabrizio Caramagna)

Momenti in cui l’azzurro è così perfetto fuori, così morbido e concentrato sulle cose, che vorresti zittire ogni voce e rumore e contemplarlo in silenzio.
(Fabrizio Caramagna)

Il cielo, libro che a ogni nuova lettura ti insegna qualcosa,
infinito spazio che spinge la mente a uscire da se stessa.
(Fabrizio Caramagna)

Non c’è posto nella mia vita per chi non rispetta l’anima, chi non respira un po’ di follia e chi non sa guardare il cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono mattine in cui il cielo apre il pugno e lascia cadere il blu in verticale e mattine, invece, in cui lo soffia delicatamente come una cipria morbida.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi non posso. Devo smaltire 3000 chilometri di sguardi rivolti al cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Cieli striati di speranze – e io col naso all’insù a contare i vorrei.
(Fabrizio Caramagna)

Di questo cielo mi piace che sorride come te.
(Fabrizio Caramagna)

Il cielo: un cassetto che se lo apri trovi solo azzurro.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi è solo cielo. Così limpido da sembrare sorprendente. Così azzurro da voler restare.
(Fabrizio Caramagna)

Questo cielo azzurro mi veste esattamente come vorrei. Di brividi e promesse.
(Fabrizio Caramagna)

La cosa grande del cielo è il suo desiderio di essere ancora più grande.
(Fabrizio Caramagna)

Il mondo è in frantumi. Per fortuna c’è questo cielo limpido e luminoso che tiene uniti i suoi frammenti.
(Fabrizio Caramagna)

C’è un cielo che potrei sedermi qui e raccontartelo. E dirti quanti colori gli mancano quando non ci sei.
(Fabrizio Caramagna)

Io vengo da un posto dove l’erba è travolta dalla meraviglia, dove i girasoli crescono fino alla luna e il mare scrive lettere d’amore al cielo.
E tu da dove vieni?
(Fabrizio Caramagna)

Chissà dove volge lo sguardo il cielo, quando spera in qualcosa.
(Fabrizio Caramagna)

Certi cieli azzurri andrebbero bevuti fino in fondo e vissuti come una sbronza vera.
(Fabrizio Caramagna)

Per me la vera ribellione consiste nel guardare un cielo azzurro fino a che l’identità non si sia disgregata per la meraviglia
(Fabrizio Caramagna)

Chilometri di cielo azzurro su di noi.
Ci dev’essere un sorriso gigante all’entrata della felicità.
(Fabrizio Caramagna)

Certe mattine, vedendo il cielo non ancora abbastanza azzurro, ti viene da immaginare di rovesciarci il mare sopra.
(Fabrizio Caramagna)

Tutti parlano alle tue spalle. Solo il cielo ti parla in pieno viso
(Fabrizio Caramagna)

Mi piace guardarti mentre indossi con cura un cielo azzurro e metti un filo di luce sulle tue labbra.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi il cielo è una pila di cubi colorati bianchi e azzurri: basterebbe il dito di un bambino a farli cadere.
(Fabrizio Caramagna)

E se per una volta fosse il cielo a toccarmi con un dito? Quante galassie che ho dentro di me gli racconterei.
(Fabrizio Caramagna)

Il cielo azzurro è proprietario del viso di tutti i bambini.
(Fabrizio Caramagna)

Gli egizi: 50 parole per dire sabbia, gli inuit: 100 parole per dire neve. Per il cielo ci vorrebbero 365 parole, una per ogni giorno dell’anno.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono giorni che a guardarlo, il cielo, sembra diverso. Azzurro, celeste, pervinca, blu cobalto, blu di prussia, indaco, ciano, viola. Ma lui è sempre così, identico nel suo continuo mutare
(Fabrizio Caramagna)

Osservo il cielo. E’ un pittore che cambia così tante volte durante il giorno il suo disegno che sembra uno spreco di talento che non ne conservi da qualche parte una copia.
(Fabrizio Caramagna)

Ho aperto la finestra a quel cielo azzurro di mille mattine fa.
E la stanza si è riempita di una luce mai vista.
(Fabrizio Caramagna)

Giornate così. Con il cielo a far da foglio. E il resto da immaginare.
(Fabrizio Caramagna)

Il mio antirughe è il cielo sugli occhi, poi si spalma da solo sul resto del viso.
(Fabrizio Caramagna)

La parola gioia l’ha inventata qualcuno. L’ha scritta con ditate di luce nel cielo e poi ha sorriso vedendo che ogni creatura di questo universo passava a guardarla.
(Fabrizio Caramagna)

Che forza che ha l’azzurro. Mette il suo colore dentro ogni finestra, dentro ogni sguardo. Squarcia il mondo di luce prima di morire nel tramonto. E torna sempre il giorno dopo con la sua lezione di chiarezza e generosità di fronte al groviglio delle cose.
(Fabrizio Caramagna)

Fai di me un prato. Con tanta luce.
E poi aggiungici un cielo, come vuoi tu.
E’ lì che io ti aspetterò.
(Fabrizio Caramagna)

Per disegnare questo cielo oggi qualcuno ha preso i colori del vento, del mare, della pelle e dell’anima e li ha mischiati in un solo colore.
(Fabrizio Caramagna)

Forse ti parlo di cieli sbagliati. Quelli veri non entrano negli occhi. Sono invisibili. Sono nell’infinito lassù, intoccabili persino dalle stelle.
(Fabrizio Caramagna)

Le mani dell’albero hanno le unghie sporche di azzurro a furia di scavare dentro il cielo
(Fabrizio Caramagna)

In un prato un giglio si prese il mio braccio, una viola la mia gamba, l’albero un orecchio, il filo d’erba la schiena e il fiume un occhio. Poi guardai il cielo azzurro e gli chiesi: “E tu che cosa vuoi?”. “La tua anima” mi rispose dolcemente.
(Fabrizio Caramagna)

Leggere un libro è sporcarsi gli occhi di inchiostro. Guardare il cielo è sporcarsi le mani e le labbra di azzurro
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono così tante impronte qui in terra – sulle banconote, le tastiere, i vestiti – e quasi nessuna, lassù, nel cielo. Del resto, si sa, solo pochi riescono a toccarlo con un dito.
(Fabrizio Caramagna)

A volte era azzurro, a volte era celeste o rosso o grigio. Non aveva un inizio, non aveva una fine. Lo chiamavano “il cielo”. Ed era di tutti. Poi arrivò l’uomo e decise di riempirlo di anidride carbonica e di smog e non fu più lo stesso.
(Fabrizio Caramagna)

Hai i segni sulla fronte per il troppo pensare,
hai le crepe nel cuore per aver amato la persona sbagliata,
hai il dolore nell’anima perché questa non è la tua galassia,
ma oggi c’è un cielo azzurro, c’è il vento giusto, c’è un viaggio da fare
e persone da conoscere.
Lasciati andare.
(Fabrizio Caramagna)

Lassù, in quel pianeta, gli abitanti soffrivano la certezza delle tinte definite.
Il colore del cielo ad esempio lo decidevano ogni giorno.
Senza regole.
(Fabrizio Caramagna)

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Le mie 5 frasi preferite sul cielo di autori celebri e famosi

Non scordiamoli mai – disse – i buoni insegnamenti, quelli dell’arte greca. Sempre l’azzurro di fianco al quotidiano.
(Ghiannis Ritsos)

Non mi stanco mai di un cielo azzurro.
(Vincent van Gogh)

E poi non sapevo più cosa guardare
e guardai il cielo.
(Italo Calvino, Gli amori difficili)

Può darsi che abbiate udito la musica dell’uomo, ma non la musica della terra. Può darsi che abbiate udito la musica della terra, ma non la musica del cielo.
(Chuang Tzu)

E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve
(Fernando Pessoa)

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