Frasi e aforismi sul parco

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Frasi e aforismi sul parco

Abbiamo bisogno di parchi e di verde.
I parchi sono i regali che i padri preparano ai figli e ai nipoti.
(Fabrizio Caramagna)

Per curare le notizie brutali che viaggiano per il mondo, ci vogliono più scivoli e altalene e bambini che saltano felici sui materassi gonfiabili.
(Fabrizio Caramagna)

Rimandare i pensieri importanti, uscire in un parco e far volare aquiloni a sette code.
(Fabrizio Caramagna)

Ti porto al parco. C’è una strada bellissima che possiamo colorare con un Noi.
(Fabrizio Caramagna)

I bambini che giocano nel parco. A ogni grido aggiungono una frammento di luce al cielo e alle panchine.
(Fabrizio Caramagna)

Giocare in un parco: dare del cibo agli animali, della luce ai bambini.
(Fabrizio Caramagna)

Nel parco vedo un nonno e una bambina. La bambina ha appena iniziato a camminare, ma dà la mano al nonno con fare sicuro. I due camminano insieme come se fossero condotti da una musica misteriosa. Là, in quelle mani che si stringono, c’è tutto ciò che annulla il tempo e il dolore del mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Nel parco i bambini giocano sotto gli occhi attenti delle madri. La palla rimbalza fra le nuvole e le zolle e l’inafferrabile sorride a farsi inseguire da ognuno dei bambini.
Tutto quello che oggi so della vita mi deriva dallo stupore che provo di fronte a questo vorticare di risate e di corse sull’erba.
(Fabrizio Caramagna)

Tornano dal parco i bambini, avvolti in una nuvola di stanchezza per i giochi a perdifiato. Anche i sogni puntano a terra lo sguardo e si dicono sfiniti, ma domani ricominceranno a volare in cielo.
(Fabrizio Caramagna)

C’è chi cerca un palcoscenico, chi un ponte di comando, chi un piedistallo. Poi c’è chi vorrebbe solo una panchina in un parco, per fermarsi a respirare e guardare un filo d’erba che cresce.
(Fabrizio Caramagna)

Cammino in un parco della città, intorno a me gli alberi e i rami che vibrano nel freddo.
Ho una tua lettera d’amore in tasca, quando la tocco mi scalda la mano.
(Fabrizio Caramagna)

Se non ha parchi disegnati negli occhi,
se non ha scivoli e giostre nel sorriso,
se non ha altalene nei pensieri,
se non mette il mare azzurro tra la sua bocca e la mia,
allora non è quella giusta.
(Fabrizio Caramagna)

Seduto sotto l’albero di un parco, aspetto la sera con il cuore grato. Accanto a me un bambino corre dentro il cielo viola facendo attenzione a non calpestare le prime stelle che stanno nascendo.
(Fabrizio Caramagna)

In un parco non ho bisogno di un posto comodo e riservato. Mi piace anche stare seduto per terra. L’importante è lo spettacolo. Che sia uno scoiattolo o un albero o un bambino che gioca, c’è sempre qualcosa che merita d’essere guardato.
(Fabrizio Caramagna)

Niente racconta l’autunno meglio dei parchi. Le sfumature di rosso e giallo sugli alberi, l’erba che si fa nebbia, la fontana che borbotta piano, la malinconia dei sentieri dove non corrono più i bambini. Lo senti anche tu la voce delle foglie che ti salutano?
(Fabrizio Caramagna)

E’ Autunno e piove.
Cammino sotto gli alberi del parco e gocciola come in primavera, ma con un altro rumore, un’altra densità, un altro odore, un’altra malinconia.
(Fabrizio Caramagna)

La tristezza dei parchi giochi in autunno. Fermi i dondoli, ferme le altalene, spoglie e silenziose le panchine. Ogni tanto passa una mamma col passeggino e non si ferma. Intorno i mille occhi dei palazzi che guardano il cielo grigio.
(Fabrizio Caramagna)

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