Frasi e aforismi su Dio

Frasi e aforismi su Dio, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulla morte, Frasi e aforismi sull’infinito e Frasi e aforismi sull’eternità.

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Frasi e aforismi su Dio

Dio esiste? Più vado avanti con l’età, più mi domando se è davvero questa la domanda giusta, con tutte le sue sfumature, e se non è più corretto porsi un’altra domanda: se Dio sa che noi esistiamo.
(Fabrizio Caramagna)

Nella parola “addio” ci sono “dio” e “io”. Forse si sono detti addio molto tempo fa.
(Fabrizio Caramagna)

Lasciare Dio senza concorrenza è sbagliato. Dio riprenditi il tuo azzurro e spegni le stelle. Noi andiamo a creare un altro universo.
(Fabrizio Caramagna)

Se Dio fosse buono come San Francesco o Don Bosco, forse sarebbe migliore.
(Fabrizio Caramagna)

E se Dio fosse pieno di vizi, e condannasse all’inferno tutte le persone virtuose per non essere state solidali con lui?
(Fabrizio Caramagna)

L’uomo, parlando, è sicuro di ingannare l’uomo.
Dio, tacendo, ottiene il medesimo risultato.
(Fabrizio Caramagna)

Anche la convinzione che l’universo sia stato creato Dio può essere una teoria complottista.
(Fabrizio Caramagna)

Nel mondo ci sono 5000 religioni diverse e 5000 modi di credere in Dio. C’è invece un solo modo di non credere in Dio: l’ateismo.
(Fabrizio Caramagna)

Non ho mai capito perché Dio ha messo l’inferno in terra e il paradiso in cielo. Che ci voleva a fare il contrario?
(Fabrizio Caramagna)

Un giorno, dopo una tragedia che fece morire diversi bambini, una persona disse: “Desidererei che Dio fosse più umano e meno divino”.
(Fabrizio Caramagna)

Dio è l’ostacolo che metto tra me e me stesso per non comprendermi.
(Fabrizio Caramagna)

Tra noi e Dio, ci sono molti divinità in mezzo.
(Fabrizio Caramagna)

Dio è insicuro, ha bisogno della nostra intelligenza, di qualcuno che gli ripeta: “Tu esisti”.
(Fabrizio Caramagna)

“Rendimi più vero” mi implora Dio ogni mattina.
(Fabrizio Caramagna)

Un Dio che non crede in se stesso. E crea il mondo per provare la sua esistenza.
(Fabrizio Caramagna)

Finché l’uomo morirà, Dio vivrà.
(Fabrizio Caramagna)

Anche Dio ha i suoi traumi: non è mai stato bambino.
(Fabrizio Caramagna)

Eppure la più grande tolleranza è quella di Dio: non mi obbliga a credere in lui.
(Fabrizio Caramagna)

Senza di me Dio sarebbe ancora Dio, ma non sarebbe sacro.
(Fabrizio Caramagna)

Non credo in un Dio onnipotente. Credo in una democrazia di angeli e diavoli (e forse anche di fate). Le loro figure formano parlamenti, commissioni, emicicli e in seduta continua presenziano e votano continuamente per approvare o modificare il destino di ognuno di noi.
(Fabrizio Caramagna)

Forse Dio si è inventato un altro Dio e gli ha delegato i suoi poteri mentre lui si dedica alla creazione di un nuovo universo.
(Fabrizio Caramagna)

Non sono così convinto che Dio ne sappia una più del diavolo.
(Fabrizio Caramagna)

E se, dopo il Big Bang, Dio ci avesse perduti e adesso viaggiasse nell’immensità dell’universo alla nostra ricerca?
(Fabrizio Caramagna)

Immaginiamo un grande Inventore dell’universo, che ha inventato un’infinità di cose. Dopo miliardi di anni ci ritrova e si stupisce che la sua invenzione non lo abbia dimenticato.
(Fabrizio Caramagna)

Se fossi Dio non esisterei per nessuno.
(Fabrizio Caramagna)

Dio ha come modo singolare di esistere quello di non esistere, di non essere niente di ciò che immaginiamo, crediamo, scriviamo. Un’ombra che scompare nel cielo tutte le volte che ne tracciamo i contorni. Resta lo sguardo che lo cerca.
(Fabrizio Caramagna)

Le partiture di Bach, le cattedrali gotiche, le abbazie benedettine e cluniacensi sono opere che nessun ateo sarebbe mai riuscito a concepire.
Sono opere che hanno del meraviglioso e che ci mettono in contatto con qualcosa di invisibile.
Quando vengono ammirate, hanno la forza di toglierci lo scetticismo sull’esistenza di Dio.
(Fabrizio Caramagna)

Credo che anche Dio un giorno si sia inginocchiato davanti alla musica di Bach, riconoscendola più divina che lui.
(Fabrizio Caramagna)

Se si potesse dimostrarlo, Dio non esisterebbe.
(Fabrizio Caramagna)

Dio è ciò che si sa senza poterlo dire e ciò che si dice senza saperlo.
(Fabrizio Caramagna)

Dio sta all’uomo come la chiave sta alla serratura.
(Fabrizio Caramagna)

Che la domanda resti aperta: è questa, la risposta, che Dio ogni volta ci dà.
(Fabrizio Caramagna)

Quanti interpreti del silenzio di Dio.
(Fabrizio Caramagna)

Per credere in Dio bisogna credere negli esseri umani. Ed è la cosa più difficile.
(Fabrizio Caramagna)

Pensare di conoscere momento per momento la volontà di dio è già una discreta malattia mentale.
(Fabriizo Caramagna)

Sarebbe bello avere un Padreterno e una Madreterna da cui andare quando il primo non ci ascolta.
(Fabrizio Caramagna)

Il regno di Dio non è di un mondo dove regna la realtà.
(Fabrizio Caramagna)

Pensiamo a Dio pensando che Dio pensi a noi. Ma Dio in questo momento sta pensando a una libellula che vuole pilotare una piramide.
(Fabrizio Caramagna)

Dio c’è ma si presenta solo alla farfalle e ai fili d’erba, perché sa che loro lo riconoscono.
(Fabrizio Caramagna)

In quale Dio crede la rosa? Questo è il Dio in cui credo.
(Fabrizio Caramagna)

Dio è uomo quando pensa a se stesso come Dio.
(Fabrizio Caramagna)

I credenti e gli atei adoperano gli stessi mattoni, per dimostrare le loro idee: usano le parole. E le parole non sono né vere né false. Descrivono solo se stesse, ma non Dio. Così non si è ancora potuto sapere chi ha ragione.
(Fabrizio Caramagna)

Non si chiede più “Dove è Dio”, ma “Dove è l’uomo?”. Non ci sarà mai risposta se l’uomo non comprende che è la stessa domanda.
(Fabrizio Caramagna)

Trovo l’idea di Dio troppo interessante per contentarmi di ciò che dicono i Teologi, i Grandi Inquisitori e i Filosofi.
Il merlo che cammina nella luce del giardino e il gelsomino hanno da dirmi di più.
(Fabrizio Caramagna)

Dio non è nel più, ma nel meno del mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Facciamo sempre fatica a credere che Dio abbia creato a sua somiglianza persone che non sono fatte a nostra somiglianza.
(Fabrizio Caramagna)

Bach è il miglior disegnatore di Dio al mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Forse Dio ci crea perché creiamo e non perchè crediamo.
(Fabrizio Caramagna)

Nessuno lo sa cosa ha fatto Dio prima della creazione del mondo. Se ha creato questo povero mondo in soli sei giorni, immagina che capolavori deve aver fatto prima, con così tanto secoli a sua disposizione.
(Fabrizio Caramagna)

I giorni della giovinezza con i nostri giochi: le corse nel prato, i giri sulla giostra, il parco dove incontravamo i nostri amichetti, i week end al mare.
Poi un giorno il dio dei giorni perfetti è migrato nel grande girotondo del tempo.
Ci ha lasciato in compagnia di un dio che non ci rivolge più la parola
(Fabrizio Caramagna)

Il Dio della Bibbia a volte si traveste da diavolo e si diverte a giocare con gli uomini.
(Fabrizio Caramagna)

Forse in un’altra galassia l’estate concede repliche ogni mese e un dio si prende cura delle nostre piccole felicità.
(Fabrizio Caramagna)

Le campane, di tanto in tanto, sognano di prendersi una giornata di libertà da Dio.
(Fabrizio Caramagna)

Nel corso della storia, Dio stesso è stato abbandonato molte volte da Dio.
(Fabrizio Caramagna)

Come fiori schiacciati in una pagina del libro dell’universo… e se Dio ci avesse dimenticato così?
(Fabrizio Caramagna)

Forse ci sono molti dei, ma regnano uno alla volta, ogni mille anni.
(Fabrizio Caramagna)

Dio non ama parlare il greco: la gnosi, lo scetticismo, il cinismo, tutto questo è greco.
(Fabrizio Caramagna)

Preferisco gli dei greci: forse governavano male, ci provocavano ogni volta con le loro sfide puerili, ma non erano così assenti.
(Fabrizio Caramagna)

Il pioppo che si riflette nell’acqua della sera sta pregando rivolto a un dio dei pioppi.
(Fabrizio Caramagna)

Dio, la goccia che fa traboccare il vaso della speranza.
(Fabrizio Caramagna)

Quando daremo fondo a tutte le parole del vocabolario, in tutte le loro combinazioni, in ogni lingua e capiremo che non è servito a trovare la verità che cerchiamo, allora diventeremo muti e Dio ci porterà finalmente il messaggio che aspettavamo.
(Fabrizio Caramagna)

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