Frasi e aforismi sulla vecchiaia

Frasi e aforismi sulla vecchiaia, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulla giovinezza, Frasi e aforismi sulla maturità, Frasi e aforismi sul tempo e Frasi e aforismi sulle rughe.

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Frasi e aforismi sulla vecchiaia

Quando inizi a rimettere i colori nei tubetti, gli strumenti musicali nelle custodie, gli orizzonti sotto il ripiano della finestra. Deve essere così che comincia la vecchiaia.
(Fabrizio Caramagna)

L’onda con la quale hai sempre giocato all’improvviso ti strattona forte, ti sbatte nel fondo del mare e quasi ti soffoca. Ti bastano alcuno attimi per capire che il gioco è finito. Che nella vita è giunta la vecchiaia.
(Fabrizio Caramagna)

La vecchiaia: il nodo è sempre più ingarbugliato, le dita sempre più tremanti.
(Fabrizio Caramagna)

Nella vecchiaia l’inatteso non ti dà più brividi, e l’atteso continua a essere uno scontro frontale da cui esci a pezzi.
(Fabrizio Caramagna)

“Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante” scrive Nietzsche. Privi di quel caos i vecchi non partoriscono stelle, tanto meno danzanti. Guardano solo più le stelle, nelle loro notti insonni, sapendole irraggiungibili.
(Fabrizio Caramagna)

Quando si è vecchi, le cose non ci accompagnano soltanto. Esse pesano. Le nuvole sono nel cielo come prima ma pesano. I pensieri scandiscono il tempo come prima, ma pesano. Ogni cosa pesa.
(Fabrizio Caramagna)

Nella vecchiaia l’uomo non riesce a innamorarsi neppure più di se stesso.
(Fabrizio Caramagna)

La vecchiaia, più ancora che la giovinezza, ha bisogno di certezze, perché essa ha perduto la speranza.
(Fabrizio Caramagna)

Nella vecchiaia non c’è infanzia né paradiso,
vorresti cercare una via di fuga
ma cadi ogni giorno in un urlo segreto.
(Fabrizio Caramagna)

La vecchiaia imprime crepe sulle pareti,
annerisce lo specchio dove abbiamo brillato per un istante,
prima di essere fissati dall’occhio vitreo del tempo.
(Fabrizio Caramagna)

Qualcosa manca sempre nella vecchiaia, ed è la soluzione.
(Fabrizio Caramagna)

La saggezza che viene con la vecchiaia non è più utile. E’ una saggezza che serve a prendere congedo dal mondo, non a viverci.
(Fabrizio Caramagna)

Alla fine non invecchiamo. Diventiamo solo un setaccio, con le maglie sempre più fitte. E dentro non ci passa quasi più niente.
(Fabrizio Caramagna)

La vecchiaia è quel momento in cui, dopo aver contato fino a cento, ti giri e vedi la piazza deserta e silenziosa, e ti chiedi se sei il solo che è rimasto a giocare, se gli altri sono definitivamente partiti, se il gioco è mai esistito.
(Fabrizio Caramagna)

Sogno che imparo a suonare il violino davanti a un pubblico. Lo suono sempre meglio, ma la sala si svuota. Quando non c’è più persona ad assistermi, lo suono meravigliosamente.
E’ la metafora della vecchiaia che sa tante cose e che nessuno ascolta più.
(Fabrizio Caramagna)

Qual è quel punto della vecchiaia in cui si smette di correre verso il mare?
(Fabrizio Caramagna)

In vecchiaia ci sarà ancora qualche donna che appoggerà sulla mio pelle la propria soavità, che accetterà il gesto di offerta del mio corpo?
(Fabrizio Caramagna)

La vecchiaia contiene la giovinezza, in alcuni come uno scrigno, in altri come una bara.
(Fabrizio Caramagna)

Invecchiare permette di scegliere meglio, anche se, ahimè, si viene scelti meno.
(Fabrizio Caramagna)

La prima virtù che, ahimè, si esige da un essere molto anziano: che cominci a farsi dimenticare. Per poterlo mandare in ospizio senza sensi di colpa.
(Fabrizio Caramagna)

Nella vecchiaia non basta essere sani. Bisogna anche non morire.
(Fabrizio Caramagna)

Chissà, forse un giorno invecchierò, e i tormenti del mio cuore si placheranno
Non sentirò più la tempesta esplodermi dentro per il troppo sognare.
Non vedrò grandi bolle colorate passare ed esplodere.
Sarò l’ombra di questo groviglio di domande che sono oggi.
E forse avrò finalmente pace.
(Fabrizio Caramagna)

Invecchiare è vedere come l’albero secco dell’orgoglio si vada riempiendo delle screpolature dell’umiltà e dell’accettazione.
(Fabrizio Caramagna)

C’è un aspetto rasserenante della vecchiaia che va considerato: quello di una evasione dalla trama dei compiti e delle responsabilità. L’anziano ha un solo compito: essere sano.
(Fabrizio Caramagna)

Il vecchio rideva come un bambino. Il suo modo di ridere era fresco e giovane come l’acqua che esce da una fontana. La fontana può essere vecchia e rovinata, ma l’acqua che esce da essa è sempre chiara e luminosa.
(Fabrizio Caramagna)

Quel vecchio, con la sua ragnatela di rughe intorno agli occhi, le carte da gioco sparse sul tavolo e la risata allegra, mi è sembrato un bambino.
(Fabrizio Caramagna)

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