Frasi e aforismi sull’ombra

Frasi e aforismi sull’ombra, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulla luce, Frasi e aforismi sul buio e Frasi e aforismi sul bianco e nero.

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Frasi e aforismi sull’ombra

A volte vorrei interrogare la mia ombra. Lei conosce già il buio di cui è fatto l’aldilà.
(Fabrizio Caramagna)

Chi ha mai provato a misurare l’ombra, a calcolare il suo peso?
(Fabrizio Caramagna)

L’amava così tanto che della sua ombra conosceva ogni sfumatura.
(Fabrizio Caramagna)

Senza le ombre gli oggetti sembrerebbero piatti e privi di dettagli. E’ quel velo di oscuro, a dar loro consistenza.
(Fabrizio Caramagna)

Bisogna imparare dalle ombre. Passano rasente i muri, abitano gli angoli, preferiscono stare in basso anziché in alto. Dei nostri corpi imitano ogni cosa tranne l’arroganza.
(Fabrizio Caramagna)

L’ombra non solo è fedele, ma sa tenere le distanze.
(Fabrizio Caramagna)

L’ombra è del timido che se ne fa scudo, della piega nel vestito, del bosco quando è più folto, della stanza dove non entri più, del volto quando si preoccupa.
(Fabrizio Caramagna)

Hai presente quando le ombre si incontrano anche se i corpi cui appartengono sono lontani? A volte succede.
(Fabrizio Caramagna)

Nella vita è importante avere un amico che sia, a un tempo, specchio e ombra. Lo specchio non mente e l’ombra non si allontana.
(Fabrizio Caramagna)

Dietro quell’angolo la svolta; io stavo impalato pochi centimetri prima, ma la mia ombra già lo sapeva che avrebbe incontrato te.
(Fabrizio Caramagna)

La mia ombra e quella della luna si incontrano, si uniscono. Poter lasciare qui la mia ombra frenetica e prendere quella silenziosa della luna.
(Fabrizio Caramagna)

Vieni con me? Ti porto dove tutto si confonde e la notte è il riflesso della luna sull’acqua, andiamo dove le ombre inventano disegni mai visti.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi indossi il tuo profumo estivo, il sole è alto in cielo e illumina il verde nel giardino. E le ombre, non sono bellissime?
(Fabrizio Caramagna)

Le ombre si allungano mentre mi distendo nel letto. Nel buio sento il loro battito d’ali mentre si allontanano dal mio corpo.
(Fabrizio Caramagna)

La mia ombra, per arrotondare, fa anche l’ombra di un angelo. Di notte svolge un doppio lavoro.
(Fabrizio Caramagna)

Basta una fessura di luce per avere la strana sensazione di essere solo un’ombra.
(Fabrizio Caramagna)

L’ombra sul muro
vorrebbe staccarsi dal cemento
e correre libera sull’erba.
(Fabrizio Caramagna)

Lei era un’ombra che non ci stava ad essere attaccata a un corpo. Stava bene così, tra le altre ombre, a terra, sui muri, nell’aria. Libera.
(Fabrizio Caramagna)

Immagina che bello posare l’ombra dove più ti piace. Non sopra l’asfalto o i muri di cemento della città. Lasciarla libera fino a che si posi sulle ali di un uccello e faccia un giro del cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto ha dimenticato la sua ombra. E’ rimasto impigliata a un filo d’erba. La cerca con occhi pensierosi nel prato.
(Fabrizio Caramagna)

Erano così uniti che, quando si separarono, l’ombra di lui rifiutò di staccarsi da lei e l’accompagnò per tutto il resto della vita.
(Fabrizio Caramagna)

Cosa vuol dire amare?
Amare per me fu guardare il colore dei suoi occhi
e scoprire che ogni ombra nel mondo era sparita.
(Fabrizio Caramagna)

Il mistero mi segue come un’ombra. Chissà che cosa vorrà da me.
(Fabrizio Caramagna)

Su un lato del mio viso l’incanto.
Sull’altro la disillusione.
Un bambino guarda con i miei occhi,
un uomo ferito parla con la mia bocca.
Luce e ombra, e in mezzo la mia vita.
(Fabrizio Caramagna)

Ricordo che un giorno d’estate di tanti anni toccai una felicità mai vista prima. E il sole mi ritagliò un’ombra sul muro. Da qualche parte quell’ombra è ancora là..
(Fabrizio Caramagna)

Trattiamo con più devozione la nostra ombra. E’ il mantello che riveste le divinità, è il segno dell’inconoscibile e del mistero, è il visibile con tutti i suoi colori che si arrende di fronte all’oscurità.
(Fabrizio Caramagna)

Puoi passarci sopra, aggirarle, provare a farle svanire nel buio. Ma ci sono ombre che si formano dietro i tuoi gesti, le strade che attraversi, i momenti che vivi. E sanno di te, perché tu ne sei parte.
(Fabrizio Caramagna)

L’ombra bassa di un grattacielo, sdraiata lungo il marciapiede. Anche lei vorrebbe toccare almeno una volta il cielo.
(Fabrizio Caramagna)

TocToc! Ecco alla porta una tunica di velluto senza corpo. “Sono venuto a prendere la tua ombra e portarla a fare quattro salti al parco. E’ troppo tempo che non esce”. E il sole lassù in alto rise, perché era da tempo che non vedeva quell’ombra.
(Fabrizio Caramagna)

Disse l’ombra: “Di quanti passi devo allontanarmi dal corpo per sedare la mia inquietudine? Quante ombre devo aggirare per trovare qualcuna che mi somigli?”
(Fabrizio Caramagna)

La notte recupera le ombre e i colori che la luce ha lasciato volutamente ai margini.
(Fabrizio Caramagna)

Il sogno: un’ombra piena di luce che la luce non riesce a comprendere.
(Fabrizio Caramagna)

Le ombre si allungano mentre mi distendo nel letto. Nel buio sento il loro battito d’ali mentre si allontanano dal mio corpo.
(Fabrizio Caramagna)

La sua ombra disse al cadavere sepolto: “Finalmente soli”.
(Fabrizio Caramagna)

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