Frasi e aforismi sul tornare indietro

Frasi e aforismi sul tornare indietro, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sul guardare indietro e voltarsi indietro, Frasi e aforismi sul ritorno e il tornare, Frasi e aforismi sul passato e Frasi e aforismi sull’andare via.

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Frasi e aforismi sul tornare indietro

E dentro di te lo sai, proprio mentre stai scendendo le scale, che da quel passo non potrai più tornare indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Il combattimento del “Vattene via!” mentre stringi forte la maniglia della porta, desiderando poter tornare indietro a cinque minuti prima, e stare zitto e baciarla.
(Fabrizio Caramagna)

Sere che per tornare indietro
(a cercare le cose perdute)
ci vorrebbe di nuovo un prodigio.
Come quando mio nonno mi raccontava l’odore della neve e il cielo sorrideva felice.
(Fabrizio Caramagna)

Il pendolo va avanti ventiquattro ore al giorno, quando tu vorresti tornare indietro di almeno due vite, in qualche prateria inglese dell’ottocento.
(Fabrizio Caramagna)

A volte vorremo tornare indietro in un posto in cui non si è mai stati.
(Fabrizio Caramagna)

Tu mi sorridi nei ricordi e io non so più come si fa a tornare indietro a prenderti.
(Fabrizio Caramagna)

A volte credi di aver fatto troppa strada per poter davvero tornare indietro, ma in realtà sono anni che stai girando sempre intorno a quel punto.
(Fabrizio Caramagna)

Perché dobbiamo sempre tornare indietro? Perché ciò che è rimastro indietro non viene lui da noi?
(Fabrizio Caramagna)

Non avvicinatevi troppo a certi incantesimi se poi non sapete tornare indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Ho provato ad andare indietro per capire se c’era un modo per recuperare il tuo respiro. Ma tutto era gelato e tu mancavi.
(Fabrizio Caramagna)

Abbiamo superato la parte del libro in cui mi baci. O torniamo indietro oppure è inutile che andiamo avanti.
(Fabrizio Caramagna)

Fino ai diciott’anni puoi sempre tornare indietro e percorrere la vita da un altro punto. Dopo puoi andare solo avanti.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono sorrisi che non tornano indietro, ma non dimenticare, ci sono anche lacrime che non lo fanno.
(Fabrizio Caramagna)

Le parole se ne stanno zitte sulla soglia a un passo da te che resti fuori, e io non so come chiamarti e chiederti di tornare indietro. E’ così che nascono gli addii.
(Fabrizio Caramagna)

Vorrei avere una macchina del tempo solo per tornare indietro e poter dire al me bambino: “Non è come pensi, non è come ti hanno fatto credere”. Quando dolore potrebbe essere risparmiato, se solo potessi farlo.
(Fabrizio Caramagna)

Il rimpianto lo sa: i passi che non hai fatto sono quelli da cui non si torna più indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Nella decisione di non tornare indietro, la forza delle onde.
(Fabrizio Caramagna)

Vorrei imparare la durezza, quella che non ti fa tornare indietro.
(Fabrizio Caramagna)

La scienza va solo avanti, la religione e la filosofia tornano spesso indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Che bello quando la felicità si ricorda di me e torna indietro a cercarmi.
(Fabrizio Caramagna)

Il giorno dopo aver inventato la ruota, l’uomo ha inventato la velocità ma anche il dubbio e la possibilità di tornare indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Si scrivono online per mesi. Poi a un certo punto decidono di vedersi, e vorrebbero subito tornare indietro a quando ancora non si conoscevano.
(Fabrizio Caramagna)

Ciao tempo,
mi accompagneresti un attimo indietro?
(Fabrizio Caramagna)

Sono stato all’ufficio oggetti smarriti a chiedere indietro i pomeriggi assolati passati ad ascoltare i Pink Floyd, a leggere le riviste di poesia, facendo finta di capire Celan, mentre finivo di tradurre una versione di latino.
(Fabrizio Caramagna)

Ti va se torniamo indietro nel tempo a cercare il tuo orecchino perso vent’anni fa.
E poi ci compriamo un cappello nuovo. E una penna.
E scriviamo frasi d’amore sul retro di vecchi scontrini.
E giochiamo a perderli nel vento.
E poi guardiamo il cielo e proviamo a cambiare il destino e le paure.
(Fabrizio Caramagna)

C’è una paura che impedisce di andare avanti e poi ce n’è un’altra che ti fa tornare indietro, là dove ci sono tutti i tuoi fallimenti e le tue impossibilità.
E la seconda spaventa di più
(Fabrizio Caramagna)

Bisogna andare dove c’è un burrone o un precipizio. Quello è sempre un luogo speciale. C’è chi subito torna indietro per la paura e chi invece si ferma e, davanti a quell’abisso, ritrova parti di se stesso.
(Fabrizio Caramagna)

Le capitava di arrivare ad un passo dal precipizio, poi indietreggiava e si lasciava scivolare su un leggero pendio, fantasticando al confine di quell’insidioso intervallo.
(Fabrizio Caramagna)

L’armonia non ama guardare ciò che sta alle sue spalle. Vuole invece ripulirsi da ogni pulsione che forzi il suo viso a voltarsi indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Il buon senso, mentre cerca, lascia sempre la porta aperta per tornare indietro.
(Fabrizio Caramagna)

La vendetta si alimenta del desiderio più potente dell’uomo: quello di tornare indietro nel tempo per cambiare i fatti.
(Fabrizio Caramagna)

Il progresso buono è quello che non necessariamente vuole andare avanti, ma che ci tiene prima di tutto a non tornare indietro
(Fabrizio Caramagna)

Dovremmo fare un passo avanti, verso la modernità, e due passi indietro, verso la semplicità.
(Fabrizio Caramagna)

Strane contraddizioni.
In difesa dei diritti individuali, siamo progressisti e vorremmo essere cent’anni avanti rispetto al nostro tempo.
In difesa dell’ambiente, siamo conservatori e vorremmo tornare indietro di cent’anni
(Fabrizio Caramagna)

Crescere un figlio
è avanzare verso il futuro e tornare indietro nel passato.
E’ fare progetti e provare ricordi,
è essere adulto e bambino,
come un cavallo a dondolo
che ondeggia nella stanza del tempo.
(Fabrizio Caramagna)

Pensavo che potremmo fare un passo indietro, o due in avanti, o camminare sulle nuvole, o fare una capriola in un prato,
potremmo anche provare a volare se vuoi,
tutto meno che stare fermi e immobili nelle nostre convinzioni e nelle nostre paure.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono città che guardano avanti, abbracciano il nuovo e si proiettano nel futuro. Venezia non è così. Venezia è una città che, per continuare a vivere, deve tornare indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Nel suo regno i sudditi potevano andare solo all’indietro.
I cavalieri disputavano le gare di contro-trotto.
(Fabrizio Caramagna)

Quell’anno, finita la stagione, lo spaventapasseri si tolse il capello, con passo di danza entrò nel bosco e non tornò più indietro.
(Fabrizio Caramagna)

Non sono riuscito a correre più veloce della rabbia che ho dentro. Non sono riuscito a lasciare indietro me stesso. Ci riproverò domani.
(Fabrizio Caramagna)

La sottile differenza tra tornare e tornare indietro.
(Fabrizio Caramagna)

E si sta lì davanti a quel terribile ma inevitabile bivio a cui si arriva sempre: non poter tornare indietro e non sapere come andare avanti.
(Fabrizio Caramagna)

In un giorno di questi mi perderò in una poesia di Emily Dickinson e non tornerò più indietro.
(Fabrizio Caramagna)

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