Frasi e aforismi sul recitare

Frasi e aforismi sul recitare, la recita e la recitazione, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sull’attore, Frasi e aforismi sul teatro, Frasi e aforismi sulla falsità e la finzione e Frasi e aforismi sulla maschera.

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Frasi e aforismi sul recitare e la recitazione

L’attore è libero soltanto quando recita. Quando scende dal palco, è schiavo della vita come chiunque di noi.
(Fabrizio Caramagna)

Ha scritto la trama e ne è l’attore. Ma sta recitando la vita di qualcun altro.
(Fabrizio Caramagna)

Non c’è niente di più meschino e infame di un carnefice che recita la parte della vittima.
(Fabrizio Caramagna)

La signora dalle sopracciglia tatuate ha uno sguardo da diva triste con due virgole sottolineate sugli occhi. E quando ti osserva mostra l’espressione teatrale di chi ha recitato troppi ruoli, quasi sempre drammatici.
(Fabrizio Caramagna)

Se un uomo può essere una città, un uomo fu Napoli. Eduardo De Filippo era una Napoli che recitava se stessa.
(Fabrizio Caramagna)

Dopo millenni di evoluzione la gente ha imparato a recitare anche con gli occhi.
(Fabrizio Caramagna)

Il problema non è solo quando uno recita nella vita, ma quando ha decine di copioni e li recita tutti a seconda dell’occasione.
(Fabrizio Caramagna)

Quando si inizia a recitare una parte è difficile trovare il momento giusto per dire: “Ok, non sono io quello”, tornando a essere se stessi.
(Fabrizio Caramagna)

Avevano bisogno non di te ma del tuo ruolo. L’hai recitato bene quel ruolo, ma adesso non riesci più a uscirne fuori. E un giorno il mondo si stancherà di te.
(Fabrizio Caramagna)

Chi recita la propria vita non va mai veramente in scena.
(Fabrizio Caramagna)

In un mondo dove tutti sgomitano per recitare la propria parte, io non so nemmeno dov’è il mio copione.
(Fabrizio Caramagna)

Mentre nessuno recita la propria, ognuno suggerisce all’altro la parte da recitare.
(Fabrizio Caramagna)

Era così egocentrico che quando recitava voleva fare anche il pubblico.
(Fabrizio Caramagna)

La noia è quella cosa che succede dopo un po’ che si recita tra persone che recitano.
(Fabrizio Caramagna)

Si può recitare ammirazione per una persona, non amore.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono martedì che si credono lunedì.
(Fabrizio Caramagna)

Il tramonto recita sul palcoscenico per strappare un applauso. Poi arriva la notte a chiudere il sipario ma quasi sempre il tramonto concede il bis: in quelle nuvole rosa che si perdono nelle sfumature vaghe del cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Le pianure d’estate: nuvoloni gonfi che recitano temporali.
(Fabrizio Caramagna)

Il meccanismo di approvazione e ricompensa tramite i like, i filtri che modificano i volti, la possibilità di postare cose non vissute, trasforma la nostra esistenza in una autofinzione. La recita della propria vita diventa la vita stessa, una vita dove l’obiettivo principale è come mettersi in posa nel miglior modo possibile.
(Fabrizio Caramagna)

Il problema non è chi recita. Il problema è chi applaude.
(Fabrizio Caramagna)

Certe persone, obbligate dalla nascita a prendere posto nella società degli uomini e a piegarsi alle loro leggi, lo fanno senza crederci veramente, senza essere veramente convinte dell’opportunità di queste regole e disposizioni assurde, sorprese persino che tutto questo non risulti evidente agli altri, come se dovessero prendere parte a una recita messa in atto da un regista folle e sconosciuto e fossero sempre in bilico tra il disgusto e la voglia di ridere, in perenne attesa, da un momento all’altro, che si alzi il sipario e qualcuno dica che era tutto uno scherzo.
(Fabrizio Caramagna)

Parlano di teatro dei corpi, come se in passato a recitare fossero state le pietre.
(Fabrizio Caramagna)

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