Frasi e aforismi sulle lingue

Frasi e aforismi sulle lingue, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sul linguaggio, Frasi e aforismi sulla grammatica, Frasi e aforismi sulle parole e Frasi e aforismi sulla traduzione.

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Frasi e aforismi sulle lingue

Se vuoi formulare nuovi pensieri, devi imparare nuove lingue.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni volta che scopro una parola nuova in una lingua straniera, mi sembra di guardare più lontano, di intuire un mondo segreto, di vedere l’orizzonte della realtà che si dilata in modo sorprendente.
(Fabrizio Caramagna)

Chi impara una lingua straniera ha la straordinaria possibilità di guardare la propria lingua da fuori.
(Fabrizio Caramagna)

In viaggio mi accade di sentire suoni bellissimi in lingue che non conosco.
(Fabrizio Caramagna)

La lingua viene sempre rinnovata. Non le è permesso presentarsi come rudere.
(Fabrizio Caramagna)

Mi ha detto erre di “Recherche”
e non ho avuto il coraggio di non amarla per 30 secondi buoni.
(Fabrizio Caramagna)

Il grammatico è colui che dà delle regole ai capricci della lingua.
(Fabrizio Caramagna)

La mezza conoscenza di molte lingue straniere non ci giustifica dall’ignorare la metà del vocabolario della nostra lingua.
(Fabrizio Caramagna)

Una scuola media, conclusa con profitto trent’anni fa, assicurava una conoscenza della lingua italiana migliore di quella di molti laureati di oggi.
(Fabrizio Caramagna)

Non conosco nessun fanatico che rida di se stesso e che parli quattro lingue.
(Fabrizio Caramagna)

Molti imparano le lingue per sostenere con parole diverse le proprie idee sbagliate.
(Fabrizio Caramagna)

Discriminare è una degenerazione, ma senza discriminazione non sarebbero nate le lingue.
(Fabrizio Caramagna)

La musica mi riscatta dalla matematica che non so, dalle lingue che non parlo, dallo stelle che non posso toccare.
(Fabrizio Caramagna)

Ti metti in silenzio a guardare me, ma hai gli occhi che parlano cento lingue.
(Fabrizio Caramagna)

Mi piace cercare lingue nuove in cui stare in silenzio e guardarti.
(Fabrizio Caramagna)

Parlami nella lingua che esisteva prima del mondo.
La luna tradurrà per me.
(Fabrizio Caramagna)

In fondo alla curva,
c’è il mio paese e i muri delle case e l’odore del vento.
“Dove sei stato” mi chiede il cielo,
in una lingua intraducibile che solo io e il mio paese sappiamo.
(Fabrizio Caramagna)

Tutti che gli parlano ma nessuno ha ancora capito bene in che lingua lui risponde, il mistero.
(Fabrizio Caramagna)

Persone che avevi accanto e che non le riconosci più, come se avessero fatto improvvisamente un salto nell’iperspazio e parlassero la lingua di un’altra galassia.
(Fabrizio Caramagna)

Un vecchio mobile polveroso in una casa abbandonata. Vorrebbe parlare, ma non conosce che poche parole, di una lingua dimenticata, di cui non capiamo il senso.
(Fabrizio Caramagna)

Tutto è stato già detto, in altre lingue segrete, che muoiono man mano, inascoltate.
Che cosa avrà detto il gufo lo saprà solo la luna.
(Fabrizio Caramagna)

Dentro la lingua del neonato le sillabe sono ancora canto e suoni inarticolati
Poi anche per lui viene il tempo di prendere la farina delle parole e fare il suo primo pane.
(Fabrizio Caramagna)

Per la parola “innamorarsi”, la lingua inglese ha una strana espressione “fall in love” cioè “cadere in amore”. Come se una persona, innamorandosi, potesse cadere in basso. Quando invece dovrebbe volare. Ma se proviamo a rovesciare il mondo, a mettere il cielo in basso e la terra in alto, “fall in love” è cadere dalla terra a cui ci appoggiamo, precipitando nel cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Il traduttore non è un semplice traghettatore di un testo da una lingua all’altra. Le lingue non sono delle rive fisse che accolgono il battello, ma al contrario sono dei limiti in movimento circondati da gorghi e correnti. Quanto il testo arriva sull’altra riva, ci arriva pieno di spruzzi, urti e capovolgimenti.
(Fabrizio Caramagna)

Prendere sonno è cambiare lingua. E’ entrare in un linguaggio che, ogni notte, attende di essere tradotto.
(Fabrizio Caramagna)

Attraversiamo il mondo come ciechi, senza vedere che un piccolo fiocco di neve è fatto di migliaia di galassie, che lo stelo di un mughetto o il sorriso di un bambino parlano la stessa lingua delle stelle.
(Fabrizio Caramagna)

Sul curriculum il silenzio va messo come lingua conosciuta?
(Fabrizio Caramagna)

“Lingue parlate?”.
“Scetticismo fluente e livello medio di stoicismo”.
(Fabrizio Caramagna)

Scoprire una lingua in cui non esistono soggetti, ma solo verbi e complementi oggetti. Benché ciò possa apparire strano, essa sarebbe con ogni probabilità la lingua di Dio.
(Fabrizio Caramagna)

Ah, poter inventare una lingua in cui non esistono parole e suoni per tramare inganni e menzogne, una lingua da ospitarsi in un vocabolario nuovo, che ha perso la forma rigida e aguzza di un libro e ha preso quella di un fiore o di una cometa.
(Fabrizio Caramagna)

Vorrei poterti raccontare la storia
di tutte i boschi di cui mi sono innamorato.
Di tutte i silenzi dei lupi che ho incontrato sotto le foglie.
Di tutte le lingue dei fiori che non sapevo esistessero.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni volta perdiamo il senso nella traduzione. Ci cerca ancora, quel messaggio, ma chissà in quale lingua è stato scritto. Forse in quella di un bruco.
(Fabrizio Caramagna)

Quando le parole si ribelleranno le vedremo danzare insieme alle cose, e avranno nomi che non abbiamo mai sentito.
(Fabrizio Caramagna)

Se avessi solo cinque parole nella tua lingua, quali sarebbero?
(Fabrizio Caramagna)

Quando daremo fondo a tutte le parole del vocabolario, in tutte le loro combinazioni, in ogni lingua e capiremo che non è servito a trovare la verità che cerchiamo, allora diventeremo muti e Dio ci porterà finalmente il messaggio che aspettavamo.
(Fabrizio Caramagna)

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