Frasi e aforismi sul suicidio

Un milione di persone muore ogni anno nel mondo per suicidio. Significa che ogni minuto si suicidano più di due persone.

Il 10 settembre si celebra la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio (World Suicide Prevention Day launched) per promuovere la consapevolezza sulla salute mentale e per sensibilizzare le persone sulla prevenzione del suicidio.

Frasi e aforismi sul suicidio e il suicidarsi, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati si veda Frasi e aforismi sulla morte, Frasi e aforismi sulla disperazione e Frasi e aforismi sulla depressione.

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Frasi e aforismi sul suicidio e il suicidarsi

Il suicida vuole solo espellere se stesso da sé. E non trova altro modo che la morte.
(Fabrizio Caramagna)

Quando ho voglia di suicidarmi, penso alla bellezza di un tramonto e dico: “Non ho il diritto di fargli questo”.
(Fabrizio Caramagna)

Il suicidio più invisibile: smettere di combattere.
(Fabrizio Caramagna)

Le due principali cause di suicidio:
1) Non avere nulla nella vita
2) Avere tutto e non poterlo godere.
(Fabrizio Caramagna)

Quando uno minaccia il suicidio, vuole gridare a tutti: “Amatemi, prima che sia troppo tardi”.
(Fabrizio Caramagna)

Non mi suicido perché questo mi impedirebbe di pensare continuamente al suicidio.
(Fabrizio Caramagna)

C’è qualcosa che l’uomo può e Dio non può: Dio non può suicidarsi.
(Fabrizio Caramagna)

Quando ti suicidi dentro, ma fuori lasci una controfigura, così nessuno se ne accorge.
(Fabrizio Caramagna)

La maggior parte dei suicidi durano tutta la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Mi disse: “Non mi suicido dalla vita, perché poi non saprei come suicidarmi dalla morte”.
(Fabrizio Caramagna)

“La morte non mi ha sorpreso, l’ho sorpresa io”, fu scritto dal suicida nella sua lettera.
(Fabrizio Caramagna)

“Dal momento che tutto va storto nella mia vita, mi sono suicidato. Ovviamente è andato storto” disse il disfattista.
(Fabrizio Caramagna)

Disse il suicida: “Non ho pagato il biglietto per questo viaggio nella vita. Fatemi scendere”.
(Fabrizio Caramagna)

Non ne poteva più di questi contrasti tra le aspettative e le realtà. Il suicida chiamò la morte per appianare ogni divergenza.
(Fabrizio Caramagna)

Il suicidio è rozzo. Ci sono modi molto più raffinati e sofisticati per autodistruggersi.
(Fabrizio Caramagna)

“Quando capirai che l’orgoglio nelle tue mani è offensivo, impertinente e inutile?” disse a se stesso mentre stava decidendo se spararsi o no.
(Fabrizio Caramagna)

Un dio che condanni all’inferno i suicidi, dopo averli visto fare una vita di inferno, sarebbe davvero un dio diabolico.
(Fabrizio Caramagna)

Nutriva verso di sé un tale odio che rifiutò di darsi la soddisfazione del suicidio.
(Fabrizio Caramagna)

L’idea del suicidio si scavò un cammino in lui, attraversò il cuore e i polmoni e finì in un manoscritto senza aver leso alcun organo essenziale.
(Fabrizio Caramagna)

L’astrologo Cardano si suicidò alla data che aveva calcolato come quella del suo decesso.
A volte per dare ragione al proprio orgoglio si fanno i gesti più folli.
(Fabrizio Caramagna)

Se gli insopportabili cattivi vanno all’inferno, i buoni noiosi vanno in paradiso e gli indecisi vanno in purgatorio, allora preferisco suicidarmi gettandomi nel vuoto in un punto che sia equidistante tra paradiso, inferno e purgatorio.
(Fabrizio Caramagna)

Il problema di alcuni dittatori non è che vogliono suicidarsi ma che vogliono farlo insieme a tutti gli altri.
(Fabrizio Caramagna)

Per quanto riuscito, il suicidio è il contrario del delitto perfetto: l’assassino non ha mai un alibi.
(Fabrizio Caramagna)

Il pignolo, per avere le date simmetriche sulla sua tomba, decise di suicidarsi il giorno del suo compleanno.
(Fabrizio Caramagna)

“Preferisco suicidarmi, piuttosto che uccidere quel ‘me stesso'” disse il narcisista.
(Fabrizio Caramagna)

Scusa ma oggi non posso. Sono rimasto indietro con i continui tentativi di suicidio
(Fabrizio Caramagna)

Salivo sempre molto in alto e una volta lassù, invece di gettarmi in basso, sedevo a godermi il panorama. Sono sempre stato il suicida più pigro della mia generazione.
(Fabrizio Caramagna)

Il suicida è un segno meno, che vuole sottrarre se stesso alla somma del mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni suicidio è plateale, anche inghiottire una minuscola pillola.
(Fabrizio Caramagna)

Hai detto un anno fa che ti saresti suicidato gettandoti nel vuoto.
-Sì. E sto continuando a cadere.
(Fabrizio Caramagna)

Davanti al volo del suicida, la torre riprende la sua coscienza di pietra e rimane indifferente.
(Fabrizio Caramagna)

Cercare di arricchirsi alla lotteria è come cercare di suicidarsi volando su una compagnia aerea. C’è la stessa probabilità statistica.
(Fabrizio Caeramagna)

Un dittatore che si annoia, avendo tutti i sudditi ai suoi piedi, può solo decidere di togliersi la vita o uccidere qualcuno. Siccome la decisione di suicidarsi è troppo estrema, la cosa più facile è ordinare un massacro.
(Fabrizio Caramagna)

Uccisero Dio per potersi suicidare tranquillamente al posto suo.
(Fabrizio Caramagna)

L’amore è un precipizio dal quale tutti quanti ci siamo suicidati almeno una volta.
(Fabrizio Caramagna)

La morte si suicida in me tutti i giorni.
(Fabrizio Caramagna)

Che voglia, a volte, di abbandonare me stesso senza abbandonare la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Nelle persone superficiali e vuote, mi immagino pensieri e ragionamenti che rifiutano di nascere, che si suicidano nell’inconscio, pur di non essere pensati.
(Fabrizio Caramagna)

Gente che al posto del cuore ha il veleno che aveva in gola Hitler quando decise di suicidarsi.
(Fabrizio Caramagna)

Nessuno aveva pazienza come lui. Decise di suicidarsi impiccandosi a un bonsai. Si mise il cappio al collo e aspettò che l’albero crescesse.
(Fabrizio Caramagna)

In realtà Abele si suicidò e Caino, per non addolorare il padre e farlo sentire un fallito, gli raccontò una storia più movimentata dove alla fine era stato costretto a ucciderlo.
(Fabrizio Caramagna)

“Nessuno si suicida da anni nella mia tribù. Puoi dire lo stesso della tua società?”, chiese il selvaggio all’uomo civilizzato.
(Fabrizio Caramagna)

La danza della lettera S, come un suicida pentito che pende da un cornicione e non si vuole più buttare giù.
(Fabrizio Caramagna)

Deluso dagli esseri umani, per suicidarsi, il gatto si gettò sette volte dalla finestra.
(Fabrizio Caramagna)

Voleva suicidarsi lanciandosi dal primo piano, ma pensò di non essere all’altezza.
(Fabrizio Caramagna)

Se la morte prendesse coscienza di se stessa probabilmente si suiciderebbe.
(Fabrizio Caramagna)

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