Frasi e Aforismi

Frasi e aforismi su Coronavirus e quarantena

Frasi, poesie e aforismi su Coronavirus e quarantena, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulla speranza.

Ho una stanza convinta di essere cielo, orizzonte e strada che porta al mare.
Per il resto tutto bene, qui in quarantena.
(Fabrizio Caramagna)

La primavera riempie di carezze gli alberi e i fiori.
Saremo ancora capaci di farci abbracciare, quando usciremo di qui?
(Fabrizio Caramagna)

Il coronavirus. I vivi che vanno dietro i morti, come i ciottoli trascinati dalla corrente sul letto di un fiume. La fila di bare di legno scolpito, i grossi camion dell’esercito che le portano fuori. E poi, La voce dell’uomo che canta sui balconi tra muro e muro, voce di uomo in gabbia, la gabbia che si è fatta lui, di quarantena, di paura e di tempo immobile.
(Fabrizio Caramagna)

Quando sei davanti a un problema,
davanti a una paura,
che tutti i pori della tua pelle,
che tutti gli atomi del tuo sangue,
che tutte le vibrazioni della tua anima
possano dire: “Ce la faccio”.
(Fabrizio Caramagna)

Quando stai per crollare,
guarda quel piccolo fiore nel prato: mette il sole in ginocchio ogni sera.
(Fabrizio Caramagna)

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Poesia sul Coronavirus, Fabrizio Caramagna

Per decreto nessuno poté più uscire di casa.
Da quel momento non si aprì più una sola porta,
una sola finestra
se non per ragioni di estrema necessità.

Il vento soffiava ma non spettinava i capelli della gente,
la primavera spargeva i suoi colori ma nessuno li raccoglieva.
Le scuole furono chiuse, gli aerei rimasero a terra,
le auto nei parcheggi, il mondo si fermò.

Solo un virus si muoveva in un vortice frenetico
e pochi uomini, con mascherina e camice bianco,
cercavano di frenarlo facendo quello che fanno gli eroi:
fare la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze.

Gli storici ci avrebbero trovato così
dopo duemila anni: corpi intatti in casa intatte,
l’unica civiltà conosciuta in tutti i suoi particolari.
Avrebbero letto persino le nostre chat
dove parlavamo di paura, malinconia e nostalgia.

Ma un giorno il virus scomparve all’improvviso,
tornando nel gran nulla da cui era venuto.

E le case si aprirono.
E la gente tornò nelle strade
ad abbracciarsi e baciarsi.
A riempirsi i polmoni di vita,
a riempire il cielo di stelle.

Non trovarono più il virus, ma trovarono al suo posto
delle cose che sembravano scomparse:
la gentilezza, l’altruismo, l’empatia.

E tutto ricominciò di nuovo.
Ma nulla fu più uguale a prima.

(Fabrizio Caramagna)

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