Frasi e aforismi sull’alfabeto

Frasi e aforismi sull’alfabeto, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulle parole, Frasi e aforismi sui numeri e Frasi e aforismi sulla scrittura e lo scrivere.

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Frasi e aforismi sull’alfabeto

Notti in cui tutte le lettere dell’alfabeto tornano nelle loro tane. Non c’è che il silenzio.
(Fabrizio Caramagna)

Che strana macchina è l’uomo. Gli metti dentro lettere dell’alfabeto, formule matematiche, leggi, e doveri ed escono favole, risate e sogni.
(Fabrizio Caramagna)

Un piccolo numero di elementi semplici che si unendosi tra di loro danno combinazioni infinite. Gli elementi della chimica, ma anche l’alfabeto, le note e i numeri. Le regole dell’universo sono l’invenzione di un giocatore di scacchi.
(Fabrizio Caramagna)

Quali parti di me non vuoi amare?
Sono fatto di tante lettere dell’alfabeto. Amale tutte.
La D di dolore, la P di paura, la V di vergogna, la L di luce, la F di follia, la S di sorriso.
(Fabrizio Caramagna)

Ho sostituito il mio alfabeto con 26 ulivi, in fila dritta e leggera davanti al mare.
(Fabrizio Caramagna)

Quando mi parli assisto alla nascita di una nuova vocale: non è la A, la E, la I, la O o la U, ma è una vocale che si forma nel tuo sguardo, che risplende nel tuo sorriso, che vibra nel tocco della tua mano.
(Fabrizio Caramagna)

Il poeta cerca la parola che contenga tutte le lettere dell’alfabeto più una.
(Fabrizio Caramagna)

La Effe…
Le consonanti che iniziano con una vocale sono la prova che nell’alfabeto tutto può meravigliosamente succedere.
(Fabrizio Caramagna)

Sto sistemando la libreria non più in ordine alfabetico o di editore, ma avvicinando tra loro i libri che secondo me si amano segretamente.
(Fabrizio Caramagna)

Noi conosciamo l’alfabeto che va verso destra,
dalla A alla Z.
Ma qual è la sinistra dell’alfabeto?
Come si muove nello spazio, quante lettere ha,
si può osservarne il retro?
E chissà che strane parole deve nascere
da queste lettere che non conosciamo.
(Fabrizio Caramagna)

La parola “vocale” è piena di consonanti.
(Fabrizio Caramagna)

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Lettere dell’alfabeto

La A è la scala dell’alfabeto. Il primo passo è già mezzo cammino, ma c’è molto da salire se si vuole trovare il senso delle cose.
(Fabrizio Caramagna)

L’A maiuscola apre le gambe in modo che l’intero alfabeto passi sotto.
(Fabrizio Caramagna)

Quando immagino, parto dalla lettera A e arrivo su Alpha Centauri in un attimo.
(Fabrizio Caramagna)

La B, che non sappiamo mai se sia dritta o a testa in giù, indica tutta l’ambiguità delle parole.
(Fabrizio Caramagna)

La B di bacio è sempre differente.
(Fabrizio Caramagna)

Nel comodo incavo di una C ci si può addormentare e sognare pagine e pagine di un racconto.
(Fabrizio Caramagna)

La C è una I che si lancia sul traguardo al fotofinish
(Fabrizio Caramagna)

La C è la mela che ha morso Eva
(Fabrizio Caramagna)

La D è una vela spiegata che prende tutto il vento.
(Fabrizio Caramagna)

La D è una O che si è stampata contro la parete.
(Fabrizio Caramagna)

La E prima di attraversare dovrebbe guardare anche a sinistra.
(Fabrizio Caramagna)

La E ride eternamente delle altre lettere.
(Fabrizio Caramagna)

La lettera E è un pianoforte con solo tre tasti.
(Fabrizio Caramagna)

La soddisfazione con cui la lettera è porta il suo accento.
(Fabrizio Caramagna)

La F ha la freschezza di chi protende le braccia a sempre nuove parole.
(Fabrizio Caramagna)

L’invenzione della lettera “F” cambiò molte cose ma cambiò soprattutto la vita di tutti coloro che si chiamavano rancesco, abio, ederico, ranco, abrizio
(Fabrizio Caramagna)

La G è una C che si copre lo sbadiglio con una mano.
(Fabrizio Caramagna)

Coniuge legittimo della C e della G, la H sogna di aver qualche altra lettera come amante.
(Fabrizio Caramagna)

L’artigiano stava intagliando l’alfabeto nel legno, e quando raggiunse la lettera h si sedette.
(Fabrizio Caramagna)

L’h del Sahara è un aspirapolvere che non funziona. Non aspira neanche un granello di polvere.
(Fabrizio Caramagna)

La I è una O vista di profilo.
(Fabrizio Caramagna)

Nessuna lettera saluta bene come la i: ì í ì í ì í
(Fabrizio Caramagna)

La j è una i che sta premendo l’acceleratore.
(Fabrizio Caramagna)

La j è una foca che gioca con la sua pallina.
(Fabrizio Caramagna)

La J è un ombrello che ha perso la copertura.
(Fabrizio Caramagna)

La K è una lettera che spera in un abbraccio ma è troppo spigolosa per riceverlo.
(Fabrizio Caramagna)

La L è un triangolo rettangolo senza ipotenusa.
(Fabrizio Caramagna)

La L è l’angolo dove si riposa l’alfabeto.
(Fabrizio Caramagna)

Tra le varie forme di ansia metterei l’ansia di chi è terrorizzato dalla somiglianza tra la I maiuscola e la l minuscola.
(Fabrizio Caramagna)

La M è la W che fa flessioni.
(Fabrizio Caramagna)

La M è l’ 1 che si guarda alla specchio.
(Fabrizio Caramagna)

N è una consonante che sale e scende lungo le frasi.
(Fabrizio Caramagna)

La O tutti la scrivono al rovescio, ma nessuno se ne accorge
(Fabrizio Caramagna)

La O è un buco dell’alfabeto, chissà quali altre lettere ci sono dall’altra parte.
(Fabrizio Caramagna)

Da secoli la lettera O e lo zero si accusano reciprocamente di plagio.
(Fabrizio Caramagna)

La O è la palla con cui il resto delle lettere gioca a calcio.
(Fabrizio Caramagna)

La Q è una lettera che ti fa la lingua perché la usi poco.
(Fabrizio Caramagna)

La Q va sempre in giro con un laccio sciolto.
(Fabrizio Caramagna)

La R è sempre appoggiata al muro e cerca di fare lo sgambetto alle altre lettere.
(Fabrizio Caramagna)

Mi ha detto erre di “Recherche”
e non ho avuto il coraggio di non amarla per 30 secondi buoni.
(Fabrizio Caramagna)

Quando pronunci la S, sembra che sia affogata una vocale.
(Fabrizio Caramagna)

La T voleva stare nella scatola degli attrezzi ma si è persa nell’alfabeto.
(Fabrizio Caramagna)

La U è il ferro di cavallo dell’alfabeto, che protegge il galoppo delle parole.
(Fabrizio Caramagna)

Contro tutte le apparenze, la U è una vocale chiusa mentre la O è una vocale aperta.
(Fabrizio Caramagna)

La V è una delle ultime lettere ma fa il segno di vittoria di chi pensa di vincere.
(Fabrizio Caramagna)

La V: ha finito il gelato
(Fabrizio Caramagna)

La W è un cameriere che sta portando due piatti.
(Fabrizio Caramagna)

W: un pippistrello che vola tra le lettere
(Fabrizio Caramagna)

La X è l’incrocio stradale.
(Fabrizio Caramagna)

La X occupa per intero lo spazio con una croce ben fatta, poi guarda la W alla sua sinistra e la Y alla sua destra e dice: “Non avevate un altro modo più semplice di riempire lo spazio?”.
(Fabrizio Caramagna)

La X apre le forbici per tagliare altre lettere.
(Fabrizio Caramagna)

La Y è l’imbuto dell’alfabeto. Ci finiscono tutte le lettere che non usiamo e che scartiamo..
(Fabrizio Caramagna)

La y è una x che trascina il piede.
(Fabrizio Caramagna)

La Z è una lettera così elitaria che sta solo con le vocali.
(Fabrizio Caramagna)

ZZZZZ: la Z si addormentò, essendo l’ultima della fila.
(Fabrizio Caramagna)

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