Frasi e aforismi sul gatto

Frasi e aforismi sul gatto, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sul cane e Frasi e aforismi sugli animali.

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Frasi e aforismi sul gatto

Si dice che i cani somiglino ai loro padroni. Chi ha un gatto, invece vuole somigliare al suo felino.
(Fabrizio Caramagna)

Della mia gatta io sono invidioso,
di come si appoggia al davanzale
e sfida a duello la leggerezza.
Sembra una sfinge smemorata
mentre guarda la finestra,
qualche volta si gira verso di me
come a scusarsi di tanta bellezza.
(Fabrizio Caramagna)

Gli occhi di un gatto sono due finestre
dietro le quali una divinità misteriosa
ci osserva in silenzio.
(Fabrizio Caramagna)

Quando un gatto fissa immobile un punto, forse sta creando una poesia. O sta scoprendo un varco nell’universo. O sta aspettando la venuta di un angelo.
(Fabrizio Caramagna)

La notte. E se Dio l’avesse inventata solo per vedere gli occhi dei gatti?
(Fabrizio Caramagna)

I gatti ci danno due grandi insegnamenti: il distacco dalle cose è un’arte e l’eleganza non fa rumore.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto è così diverso, così duttile, così imprevedibile, non riesce a rassegnarsi, come tutti gli altri animali, a essere solo se stesso. A volte è un gatto, a volte una pantera, a volte un gomitolo, a volte un saggio che medita.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto. Fermo immobile sulla ringhiera del balcone sembra misurare lo spazio per saltare. Su un’altra ringhiera. O forse, chissà, su un altro pianeta.
(Fabrizio Caramagna)

La forza di gravità insegue con la sua ombra il gatto, ma il gatto è più leggero.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto vive con discrezione in una realtà che è al di sopra della realtà. Il suo essere sospeso lo rende simile a certi saggi.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto è il guanto che indossa la notte per carezzare il giorno.
(Fabrizio Caramagna)

Quel non so che di ipnotico della coda dei gatti. Eleganza, sortilegio, leggerezza.
(Fabrizio Caramagna)

La curiosità dei gatti, che da irrefrenabile impiega un nulla a diventare beffarda indifferenza.
(Fabrizio Caramagna)

L’umanità del mio gatto si vede quando fa una sciocchezza sapendo che è una sciocchezza e allora prende quell’aria di innocenza, come se non fosse stato lui.
(Fabrizio Caramagna)

Guardate come il gatto si lascia catturare dal mio sguardo.
E quando si mette sulle mie ginocchia, sembra per sempre,
con le forme e le unghie che aderiscono al mio corpo.
Ma se passa un’ombra alla finestra, addio ron-ron, addio carezze.
Il gatto mi tradisce e fugge via,
perso di nuovo nel suo mondo immaginario.
(Fabrizio Caramagna)

Quando carezzi il pelo del gatto, stai carezzando un’onda misteriosa.
E anche se l’uomo conosce il gatto da migliaia di anni, ha la sensazione di toccare qualcosa di selvaggio e ignoto dentro quell’onda.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto è un essere aereo.
Le sue zampe sono ali,
le sue ossa sono corde del cielo,
la sua coda è più leggera dell’ombra.
(Fabrizio Caramagna)

Se il cane va a sempre a spasso, in cerca di forme e spazi nuovi, il gatto ha fatto dell’immobilità la propria meta. Il gatto non sa che farsene di un universo in espansione.
(Fabrizio Caramagna)

Avere un pensiero che non sia pensiero di nulla. Che si sostenga da solo, come pensiero privo di pensieri. Solo il gatto ne è capace.
(Fabrizio Caramagna)

Un uomo e un gatto: due amici.
Una donna e una gatta: due complici.
(Fabrizio Caramagna)

Il cane cede sempre e si accuccia. Il gatto si concede e detta le condizioni.
(Fabrizio Caramagna)

Di notte né le stelle né i gatti rispondono quando li si chiama per nome.
Ambedue camminano senza fare rumore
e non affrettano mai i passi per arrivare ai loro incontri segreti.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto ha dimenticato la sua ombra. E’ rimasto impigliata a un filo d’erba. La cerca con occhi pensierosi nel prato.
(Fabrizio Caramagna)

Il gatto era così sottile che non si capiva più se a muoversi era il gatto o la sua ombra.
(Fabrizio Caramagna)

Un gatto accoccolato sul davanzale della finestra ubbidisce solo a se stesso.
(Fabrizio Caramagna)

Se la terra fosse piatta, i gatti si sarebbero messi sul suo bordo già da molto tempo.
(Fabrizio Caramagna)

E se anche il gatto leggesse a modo suo? L’ho visto oggi pomeriggio così attento a fissare la libreria.
(Fabrizio Caramagna)

Un gatto è raramente entusiasta. Un cane lo è sovente troppo.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono momenti della giornata in cui il gatto sa di sonno.
(Fabrizio Caramagna)

Se fossimo gatti potremmo attraversare incolumi i pomeriggi di sole, tra sbadigli, abbandono e sogni.
(Fabrizio Caramagna)

Vorrei poter guardare il mondo con gli occhi verdi del mio gatto almeno per un giorno.
(Fabrizio Caramagna)

“Sto praticando una sessione di coccole con il gatto” vale come scusa per non uscire?
(Fabrizio Caramagna)

Ho comprato una macchina del tempo. Ma dove andare? Il passato è un tale campo di guerre e rovine che è meglio evitarlo. Quanto all’avvenire le fosche previsioni degli scienziati sul surriscaldamento climatico e l’apocalissi del pianeta non stimolano affatto la mia curiosità. D’altra parte non ho comprato questo prodigio tecnologico per attardarmi nel caos della nostra epoca. Ma dove andare allora? Guardando bene, ho finalmente trovato una levetta e ho capito dove lanciare la macchina. Fuori dal tempo, nell’immensità senza durata e senza limiti dove ogni cosa sembra fluttuare in una dimensione soffice, sognante, priva, nella sua composizione, di qualsiasi asperità: il tempo incantato e senza scopo in cui vive il gatto.
(Fabrizio Caramagna)

Quella notte, mentre gli uomini dormivano, tutti i libri si aprirono per un istante alla stessa pagina – una pagina che nessun lettore aveva mai letto – e mostrarono la vera storia di Dio e dell’Universo. Ma la vide solo un gatto e se ne andò senza dir nulla.
(Fabrizio Caramagna)

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