Frasi e aforismi sui bambini

Frasi e aforismi sui bambini, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sulla meraviglia e lo stupore e Frasi e aforismi sulla purezza.

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Frasi e aforismi sui bambini

Non sei mai stato bambino se non sei saltato a piedi pari dentro una pozzanghera, svegliando le fate che dormivano e facendole saltare in mille gocce di luce fino al cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori.
(Fabrizio Caramagna)

Dobbiamo imparare dai bambini.
Amano senza dubitare.
Abbracciano senza avvisare.
Ridono senza pensarci.
Scrivono cose colorate sulle pareti.
Credono ad almeno 10 sogni impossibili.
Non arrivano al cassetto più alto, ma toccano il cielo con la punta delle dita.
E quando vengono affidati al sonno è come se il mondo avesse perso un po’ del suo splendore.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi la luce ha fatto incetta di colori purissimi per disegnare lo sguardo di un bambino
(Fabrizio Caramagna)

Ho appena avuto in incontro silenzioso con un bambino. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo comunicato nel linguaggio delle stelle. Poi siamo giunti alla stessa conclusione che ci ha fatto scoppiare a ridere nello stesso momento.
(Fabrizio Caramagna)

Lo sguardo di un bambino: un buon conduttore che lascia passare la sua anima senza dispersione
(Fabrizio Caramagna)

Forse nell’arco di una giornata esistono tanti cieli
e la missione di un bambino
è toccarli tutti con un dito.
(Fabrizio Caramagna)

Dei bambini amo quel crederci con gli occhi.
Non la vedo più quella luce così incantata negli occhi degli adulti.
(Fabrizio Caramagna)

Di notte gli adulti pensano ancora alle fatiche del giorno. Solo i bambini si addormentano stremati di mistero
(Fabrizio Caramagna)

Lasciate tranquilli i bambini che nascono. Fate spazio perché vivano. Non fategli trovare tutto pensato, non gli leggete la stessa favola, lasciate che scoprano gli unicorni e i lupi e che decidano chi è il loro eroe preferito. Indicategli la luna, ma lasciate che trovino altre galassie. Portateli in un campo di fiori e mostrategli i tulipani eleganti, ma anche i fiori selvaggi. E soprattutto non date un nome ai loro amori, ma lasciate che siano loro a darli.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono giorni in cui, spuntata dal nulla, la mia infanzia mi sale veloce sulle spalle, mi stringe i capelli brizzolati fra le manine e sorridendo mi dice: “Non è cambiato nulla. Io e te non ci lasceremo mai”.
(Fabrizio Caramagna)

Un bambino fa un drago con la carta d’argento delle caramelle.
C’è più luce in quegli occhi di drago
che in mille pagine di mille libri.
(Fabrizio Caramagna)

Dei bambini mi piace il loro chiudere le mani e metterle dietro la schiena, come a nascondere segreti.
E mi piace ancor di più quando aprono le mani, danno fiducia al mondo, respirano forte e con la punta delle dita toccano l’invisibile.
(Fabrizio Caramagna)

In qualche parte dell’universo c’è una piazza dove sono disegnate – linee luminose – tutte le corse di tutti i bambini.
(Fabrizio Caramagna)

I bambini amano capovolgere la realtà.
Non mettono i puntini sulle i ma le i sotto i puntini.
(Fabrizio Caramagna)

Solo la mente di un bambino ha i suoi porticati luminosi e il futuro vi passeggia sereno
(Fabrizio Caramagna)

Appena nati, i bambini tengono l’aldilà ancora stretto nelle loro manine rinchiuse
(Fabrizio Caramagna)

La giornata di un bambino è un rumore di passi che si avvicina al pozzo dell’invisibile e vi guarda dentro e poi torna divertito indietro a giocare con il visibile.
(Fabrizio Caramagna)

Dovremmo essere come i bambini, che giocano a far finta di tutto tranne che di amare.
(Fabrizio Caramagna)

In mano ai bambini il tempo viene spezzettato come tante briciole di pane. Nell’incavo della mano, schiacciate e rimescolate, formano un grumo d’eternità
(Fabrizio Caramagna)

Le lacrime dei bambini brillano come, dopo un acquazzone, i fili d’erba nel prato
(Fabrizio Caramagna)

Guardo i bambini giocare e ridere, e mi pare che i loro anni siano eterni, al contrario dei miei che sono volati.
Chissà se le nostre clessidre funzionano allo stesso modo, e se c’è la stessa sabbia.
(Fabrizio Caramagna)

Quando in certe parti del mondo vedo lo sguardo triste di milioni di bambini, sento il dolore di tutte le scapole a cui sono state tolte delle ali.
(Fabrizio Caramagna)

Quando ero bambino i prati erano pieni di avventure e gli incontri con il mostro sotto il letto quasi quotidiani. Il cielo era più azzurro di adesso e ogni tanto Dio scendeva da una scala invisibile e mi carezzava i capelli.
(Fabrizio Caramagna)

Su quale muretto si sono messi a camminare i miei piedi? A quale gioco stanno giocando le mie mani? Su quale prato la mia testa si rotola facendo le capriole? Su quale bicicletta le mie ginocchia si sono sbucciate? In qualche parte dell’universo la mia infanza è ancora viva e fa le cose senza di me.
(Fabrizio Caramagna)

La morte di un bambino toglie senso al mondo.
Noi siamo preparati alla morte dei grandi,
ma non alla morte di un bambino.
Dio, nella sua ingiustizia imperscrutabile,
sa essere ingiusto anche con gli angeli.
(Fabrizio Caramagna)

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