Frasi e aforismi sul mare d’autunno

Frasi e aforismi sul mare d’autunno, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati si veda Frasi e aforismi sul mare, Frasi e aforismi sul mare d’inverno e Frasi e aforismi sull’autunno.

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Frasi e aforismi sul mare d’autunno

La vita è troppo breve per perdere tempo con chi in autunno non ti porta al mare.
(Fabrizio Caramagna)

Osservare il mare in autunno è come vivere in un quadro in continuo mutamento, a seconda dei venti.
(Fabrizio Caramagna)

Il mare d’autunno. Ipnotico. Non smetteresti mai di guardarlo.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi vado a fare una passeggiata con la mia ombra in spiaggia. Alla ricerca di avanzi di estate.
(Fabrizio Caramagna)

Il sole d’autunno: ancora sospeso, ma inesorabilmente vicino all’acqua del mare.
(Fabrizio Caramagna)

A volte, in pieno autunno, corri in spiaggia.
La sabbia a sostituire le scarpe, il suono delle onde a riempire i silenzi. Mentre il tramonto colora l’acqua di riflessi sfuggenti.
(Fabrizio Caramagna)

Al mare in autunno parlo con le alghe, ascolto i gabbiani e la notte un faro mi rivela i segreti delle sirene dai capelli rossi.
(Fabrizio Caramagna)

Il mare d’autunno. Il ripetersi delle onde. L’impossibilità di correggere il tempo. E qualcosa di malinconico che resta aggrappato alle dita.
(Fabrizio Caramagna)

Quanti versi scrivono le alghe sulla riva del mare d’autunno.
(Fabrizio Caramagna)

Per noi sensibili è come stare davanti al mare d’autunno.
Gli altri sentono il vento, noi percepiamo anche le più invisibili correnti sottomarine.
(Fabrizio Caramagna)

In autunno quell’irresistibile tentazione di scrivere qualsiasi cosa sulla sabbia del mare.
(Fabrizio Caramagna)

In autunno voglia di lungomare, scogliere e anfratti da cui guardare il mondo e baci interminabili.
(Fabrizio Caramagna)

Guardi il mare e non vedi più l’estate, ma il vento che arriva dall’orizzonte continua a girare le pagine del suo libro, come se fosse un’altra la storia che ti vuole raccontare.
(Fabrizio Caramagna)

Belli i caffè color autunno, da prendere in una terrazza davanti al mare.
(Fabrizio Caramagna)

Al mare, verso fine settembre capita che arrivi una folata di vento più fredda.
Il cielo impallidisce un attimo e poi tutto si riaccende.
Quasi nessuno lo nota.
Bisogna essere malati di mare e di luce per accorgersene.
Chi vede questo, sa che la stoffa dell’estate si è bucata irrimediabilmente
e l’autunno sta per arrivare.
(Fabrizio Caramagna)

A ottobre
mi piace appoggiare le orecchie sulla sabbia del mare
come su un binario addormentato.
Si sente ancora il rumore dell’estate che si allontana,
quello dell’autunno che sopraggiunge veloce.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi non farei nulla, ascolterei solo questo mare d’autunno, seduto con le ginocchia strette nelle braccia, il mento appoggiato e un sorriso riconciliato.
(Fabrizio Caramagna)

Con il vizio del mare si nasce, e ogni volta che non è davanti ai nostri occhi ci si sente un po’ svanire.
(Fabrizio Caramagna)

In autunno il lungomare deserto racconta alle palme le storie segrete del mare.
(Fabrizio Caramagna)

Il rumore delle onde del mare d’autunno è un linguaggio che conoscono, senza sapere di conoscerlo, i malinconici.
(Fabrizio Caramagna)

Stare davanti al mare d’autunno e trovare tutto in ordine.
Tranne il caos che c’è in me.
Tranne un vento fuori stagione che spazza via ogni cosa.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono parti di me che esistono solo quando il vento soffia da ponente e il mare è in tempesta e le nuvole scorrono veloci dentro un cielo pieno di stupore e colori strani.
(Fabrizio Caramagna)

Il mare, la mia casa.
L’unico luogo dove forse ho vissuto davvero.
Dono sono nato tante volte ogni estate.
Prima di morire subito dopo, ogni autunno.
(Fabrizio Caramagna)

Quanto è triste andare al mare quando fa brutto.
Hanno chiuso le porte del sole
e tu resti fuori con qualche pezzo d’estate che sembra rotto.
Manca la luce, il furore del caldo, l’azzurro del cielo.
Provi a entrare in acqua,
ma incontri solamente vento e onde che ti respingono
come se fossi un estraneo.
(Fabrizio Caramagna)

La crudeltà del reale trova sempre fessure dove annidarsi. Come l’ultimo saluto al mare prima di tornare in città.
(Fabrizio Caramagna)

Quando lasciamo il mare non lo lasciamo mai del tutto. La sua luce resta impigliata nei capelli, nelle sfumature della voce, nella morbidezza della pelle. Devono passare alcuni giorni prima di perderlo per sempre.
(Fabrizio Caramagna)

La salsedine ti penetra sottopelle e lì resta, anche quando torni in città. Se chiudi gli occhi, si spalanca il mare
(Fabrizio Caramagna)

Con il vizio del mare si nasce, e ogni volta che è lontano da noi ci si sente un po’ svanire.
(Fabrizio Caramagna)

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