Frasi e aforismi sull’invito e l’invitare

Frasi e aforismi sull’invito e l’invitare, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sugli incontri e l’incontrarsi, Frasi e aforismi sull’appuntamento e Frasi e aforismi sulla festa.

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Frasi e aforismi sull’invito e l’invitare

Mi hai invitato a un ballo sulla luna, due giri di birra, tre spettacoli di magia, quattro passi con gli unicorni, cinque mostre d’arte, sei tramonti, sette giri di giostra, otto fughe in un bosco e diecimila risate. Come potevo dire di no?
(Fabrizio Caramagna)

Riceverai un invito su un foglio
con poche parole e tanti colori.
La festa è su Saturno.
All’inizio della strada verrà a prenderti un lupo bianco.
Dopo dimentica ogni cosa.
Non siamo mai esistiti.
(Fabrizio Caramagna)

Ci vorrebbe una persona all’improvviso, una coincidenza e un invito, qualcosa da bere, flirtare piano e poi sparire insieme nella notte.
(Fabrizio Caramagna)

Vieni. Ti invito a una sfida a braccio di ferro tra le mie labbra e le tue.
(Fabrizio Caramagna)

Che se mi prendi così, tra quattro risate e due sogni, non posso che invitarti a un ballo sulla luna.
(Fabrizio Caramagna)

Ogni giorno l’invisibile invita l’immaginazione a battersi a duello.
(Fabrizio Caramagna)

Ho un castello in aria. Fragile e delicato. Se c’è il vento giusto, ti invito a vedere tutti i miei sogni a occhi aperti.
(Fabrizio Caramagna)

Il corteggiamento ancora s’appoggia a concetti arcaici come la galanteria, l’invito a cena, il gioco di sguardi, il rispetto dei tempi altrui. La fretta del tutto e subito la uccide.
(Fabrizio Caramagna)

Invitato per poche ore dal mondo
a godere della sua serenità,
rallento il mio corpo
in una rete di “lo faccio dopo”.
I doveri da fuori mi guardano stupiti.
(Fabrizio Caramagna)

Ho ordinato uno spritz
e ho immerso la mia allegria nel suo riflesso rosso.
La notte è luminosa e libera
ed è invitato il mondo alla mia gioia
(Fabrizio Caramagna)

Ci vorrebbe una giornata ventosa da invitare in casa ogni qualvolta i ricordi del passato si fanno ingombranti.
(Fabrizio Caramagna)

Alla fine sono poche le persone che inviteremmo in un giardino di peonie.
Pochissime.
(Fabrizio Caramagna)

I fiori di pesco oggi, nel toccare il cielo, invitano alla sfrontatezza.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi la felicità mi ha invitato alla sua festa, ma non ho un sorriso adatto da mettermi.
(Fabrizio Caramagna)

A una certa età senti che è giunta l’ora di invitare un archeologo ad avventurarsi con la sua lampada frontale sotto le volte del palazzo del tuo corpo sempre più in rovina.
(Fabrizio Caramagna)

Mi hanno invitato a una conferenza sulla improvvisazione. Non mi sono ancora iscritto: decido all’ultimo momento.
(Fabrizio Caramagna)

La pubblicità è un invito.
La pubblicità dice: “Entra, ti renderò speciale”.
(Fabrizio Caramagna)

L’egoista, al festino dell’egoismo, regalò solo briciole ai suoi invitati.
(Fabrizio Caramagna)

La donna non è più un mistero da quando l’uomo si fa invitare da lei al ristorante.
(Fabrizio Caramagna)

Lei mi disse: “Da una parte ci sono gli uomini narcisisti che ci provano con tutte. Dall’altra ci sono gli uomini così cauti che bisogna invitarli ad invitarti”.
(Fabrizio Caramagna)

Si legge spesso nei bagni pubblici: “Siete invitati a lasciare il posto come avreste desiderato trovarlo entrando”. Quale civiltà per imporre una tale senso civico. Peccato che ci dimentichiamo di trattare allo stesso modo il mondo là fuori.
(Fabrizio Caramagna)

Non saper dire di no a richieste, proposte, inviti, accordi, compromessi, lusinghe. Anche questa è prostituzione.
(Fabrizio Caramagna)

C’è un insopportabile frastuono d’immagini che vuole persuaderci ad ammirarle. Infastidita, l’autenticità diserta, giustamente, l’invito: che fare in quello sterile e finto pulsare di linee e di volti.
(Fabrizio Caramagna)

Se non vengono invitati anche i bombi del mio giardino, non voglio nessuno ai miei funerali.
(Fabrizio Caramagna)

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