Frasi e aforismi sull’orizzonte

Frasi e aforismi sull’orizzonte, scritti da Fabrizio Caramagna. Tra i temi correlati Frasi e aforismi sul paesaggio, Frasi e aforismi sulla linea, Frasi e aforismi sul tramonto e Frasi e aforismi sul cielo.

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Frasi e aforismi sull’orizzonte

Prendete l’orizzonte: è solo una linea immaginaria, ma è da millenni che trasforma i marinai in sognatori.
(Fabrizio Caramagna)

Non c’è niente come l’orizzonte che possa porre limiti. E non c’è niente come l’orizzonte che possa permetterci di scavalcarli.
(Fabrizio Caramagna)

Solo l’orizzonte sa chi di noi sta guardando più lontano.
(Fabrizio Caramagna)

Hai catene. Hai cicatrici. Hai paure.
Ma hai le ali. Hai una canzone che si perde nel cielo. Hai un impulso selvaggio per l’orizzonte.
(Fabrizio Caramagna)

Non ridurre la portata del tuo orizzonte, aumenta il numero dei tuoi passi.
(Fabrizio Caramagna)

Vuole strade, vuole orizzonti, vuole fame, vuole fuoco, vuole passioni la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Ti aspettano interi orizzonti.
Dormono dentro il tuo cervello. Osa!
Il mondo è da creare.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi la leggerezza è vento, pensieri fluidi, mente libera e orizzonti aperti.
(Fabrizio Caramagna)

Quando corro verso l’orizzonte non so che cosa sia quello che cerco, ma so che quello che cerco mi sta cercando.
(Fabrizio Caramagna)

Certi orizzonti sono una perfetta linea di confine tra il dove e il quando.
(Fabrizio Caramagna)

I pirati avevano capito tutto. Il tesoro piu grande del mondo è quella linea laggù, tra cielo e mare: l’orizzonte.
(Fabrizio Caramagna)

Quando passa una barca lontana all’orizzonte, il mistero si fa più mistero.
(Fabrizio Caramagna)

La bellezza dell’orizzonte sta nell’essere un attrito silenzioso tra l’invisibile e il visibile.
(Fabrizio Caramagna)

E il ghiaccio si innamorò del fuoco, e il fuoco si innamorò dell’acqua e l’acqua del deserto e il deserto della vita e la vita di una strada e la strada dell’orizzonte e l’orizzonte si innamorò di… ma noi non sapremo mai di chi… perché non sappiamo cosa c’è dopo l’orizzonte.
(Fabrizio Caramagna)

Certi cuori non stanno mai fermi, sono inquieti e planano verso luoghi irraggiungibili.
Incrociandoli li sfiori, ma non sperare che si fermino per te. Hanno bisogno di spazio e di orizzonti nuovi.
(Fabrizio Caramagna)

I colpetti che dà il direttore d’orchestra sul leggio del giorno, perché l’orizzonte e le forme scure e silenziose si concentrino in vista dell’imminente sinfonia dell’alba.
(Fabrizio Caramagna)

Nella linea dell’orizzonte la chiarezza luminosa dello spazio. Dentro, come un insondabile mistero, il tempo.
(Fabrizio Caramagna)

L’orizzonte. Una linea di confine. Sfumatura che separa l’immaginare qualcosa dal renderlo reale.
(Fabrizio Caramagna)

Il limite dell’orizzonte. Che limite può essere quello che tende all’infinito?
(Fabrizio Caramagna)

Una vita trascorsa ad allineare orizzonti sempre uguali, e poi arriva un tramonto, di quelli mai visti, e una persona che ti guarda con uno sguardo radioso, e tu perdi ogni orientamento.
(Fabrizio Caramagna)

Come quando è sera, ti affacci sul balcone e l’orizzonte sembra aver capito tutto di te.
(Fabrizio Caramagna)

Quei pomeriggi in cui hai nostalgia delle ginocchia sbucciate, dei sorrisi di un folletto e di un orizzonte infinito.
Quei pomeriggi in cui capisci che non devi mai smettere di giocare.
(Fabrizio Caramagna)

Scambio limiti della mente con orizzonti del cuore.
(Fabrizio Caramagna)

Nulla di ciò che offre l’orizzonte appare raggiungibile: cieli e solchi d’uccelli e carezze di nubi e il pulsare lontano dell’infinito. Eppure da qualche ci sono strade e ponti invisibili, pensieri in volo che aspettano di essere colti, per portarci – anche se per pochi istanti – laggiù.
(Fabrizio Caramagna)

Ho steso il cielo sulle dita, vi ho appeso case e alberi e montagne, e l’orizzonte laggiù non è mai stato così vuoto e pieno di cose sorprendenti.
(Fabrizio Caramagna)

E poi, come per magia, viene meno quello che solo un momento prima sembrava un’inamovibile preoccupazione e invece, come leggero refolo, se va, per lasciare ad un nuovo orizzonte il compito d’accogliere il mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Non sarà la salvezza, ma un momento del giorno, morbido e luminoso. Due anime che si incontrano, le malinconie che arretrano, e l’orizzonte che sembra più ampio.
(Fabrizio Caramagna)

Osservo l’orizzonte. E’ un pittore che cambia così tante volte durante il giorno il suo disegno che sembra uno spreco di talento che non ne conservi da qualche parte una copia.
(Fabrizio Caramagna)

Di quel che il tramonto non dice. E che il cielo però sente. Riempiendo tutto l’orizzonte di colori mai visti.
(Fabrizio Caramagna)

Quelle strisce rosa al tramonto. Tagli dentro l’orizzonte che sanno di luce, di assenza e di cuori in penombra. Di perdite di realtà e di ritrovamenti di senso.
(Fabrizio Caramagna)

La striscia di luce che al crepuscolo resta attaccata all’orizzonte. Quasi a dire che dove finisce, c’è sempre qualcosa che inizia.
(Fabrizio Caramagna)

E lo rincorro questo sole. Ché voglio vedere come si spegne dietro l’orizzonte, questa sera.
(Fabrizio Caramagna)

Splendidi orizzonti si offrono ai miei occhi. E poco importa se le finestre sono ancora chiuse.
Buongiorno.
(Fabrizio Caramagna)

Quanto è insignificante una vita senza cicatrici. Senza nessun ricordo da cui scappare. Senza nessun orizzonte verso cui andare. Senza amori con i quali continuare a ridere. Senza ieri disastrosi e domani pieni di riscatto. Senza nessuna battaglia persa. Senza nessun “dai, coraggio, puoi ancora farcela”.
(Fabrizio Caramagna)

Andare e poi tornare, questo mi piace del nuoto.
Cucire l’orizzonte alla terraferma col filo del fiato e con bracciate ben date.
(Fabrizio Caramagna)

Al mare il tempo è libero come lo era all’inizio dell’universo, quando non c’era nessuna filosofia a definirlo.
Gli orizzonti sono aperti a ogni possibile destino, senza più la gravità delle cose.
(Fabrizio Caramagna)

Quando inizi a rimettere i colori nei tubetti, gli strumenti musicali nelle custodie, gli orizzonti sotto il ripiano della finestra. Deve essere così che comincia la vecchiaia.
(Fabrizio Caramagna)

L’attività dell’orizzonte è uguale da milioni di anni: consiste nel mettere un tramonto dove prima c’era un’alba.
(Fabrizio Caramagna)

Vai avanti tu. Ho un orizzonte caduto da raccogliere e speranze sparse dappertutto.
(Fabrizio Caramagna)

Quando ci si accorge che la persona che ci accompagna non ha più la forza per aiutarci a proseguire, vuol dire che stiamo già svuotando pure l’orizzonte che ci sta davanti.
(Fabrizio Caramagna)

Per chi sta fermo nello stesso posto, l’orizzonte è ogni volta più piccolo.
(Fabrizio Caramagna)

A un certo punto, da un giorno all’altro, smetti di immaginare il tuo viaggio verso l’orizzonte e ti limiti a lucidare le zavorre che ti tengono a terra.
(Fabrizio Caramagna)

Ho dentro di me decine di orizzonti per tutte le cose che non vogliono finire.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi ti insegnerò l’improvvisazione del vento, la totale dedizione all’illusione, il piacere di perdersi con gli occhi puntati su di un orizzonte qualsiasi.
(Fabrizio Caramagna)

La giovinezza ha l’inconsapevolezza, l’insensatezza e la speranza del possibile. Vedo solo un orizzonte ampio (e poi si dispera se non riesce a raggiungerlo). Non ha nessuna idea di come l’orizzonte possa restringersi, fino a diventare una minuscola fessura, quando il tempo passa.
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono giorni in cui finisci per raccontarti a un campo di grano, a un trifoglio, a una linea d’orizzonte, perché le persone purtroppo non sanno più ascoltare.
(Fabrizio Caramagna)

Quando non viene visto, anche l’orizzonte si mette a fare la verticale.
(Fabrizio Caramagna)

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